Mercati asiatici – In rosso appesantiti dalle tariffe USA, Cina pronta a “contromisure risolute”

Seduta in rosso per le principali borse asiatiche dopo la chiusura positiva di ieri a Wall Street scivolata poi, tuttavia, nell’after-hours.

Shanghai e Shenzhen cedono rispettivamente lo 0,2 e l’1,2%, ancora peggio Hong Kong (-1,7%) e il Giappone con Nikkei (-3%) e Topix a -3,3%.

Oltreoceano, il Nasdaq ha terminato a +0,9%, l’S&P 500 a +0,7% e il Dow Jones a +0,6%.

Sul sentiment pesa il piano dazi di Trump che ha imposto tariffe di almeno il 10% a tutti i partner commerciali e tassazioni molto più alte a decine di nazioni che hanno un surplus commerciale con gli Stati Uniti.

Per citarne alcune, l’EU si è vista applicare dazi del 20%, la Cina del 34%, il Vietnam del 46%, il Giappone del 24%.

Tra le risposte dei Paesi agli Usa, Pechino ha avvertito che applicherà “contromisure risolute” contro le tariffe statunitensi sui prodotti cinesi per difendere i propri interessi, definendo i nuovi dazi una violazione delle regole del commercio internazionale e un atto di “prepotenza unilaterale” che lede i diritti delle parti coinvolte.

Dall’agenda macro, il finale di marzo del PMI servizi giapponese si è attestato a 48,9 punti, al di sotto dei 49,5 punti del preliminare. Il composito, che comprende anche l’attività manifatturiera, si è fissato a 50,0 punti, rispetto ai 53,7 punti del preliminare ma al di sopra del consensus (49,5 punti).

Sul forex, l’euro/dollaro balza a 1,094 mentre il cambio dollaro/yen scivola a 147,0. Tra le materie prime, petrolio in rosso con il Brent (-2,6%) a 73,0 dollari al barile e il Wti (-2,8%) a 69,7 dollari al barile.