Le borse europee proseguono in rosso a metà seduta in linea al forte calo dei futures di Wall Street.
A Milano, il Ftse Mib cede l’1,7% a 37.803 punti, male come il Cac 40 di Parigi (-2,1%), il Dax di Francoforte (-1,6%), il Ftse 100 di Londra (-1,3%) e l’Ibex35 di Madrid (-0,7%).
Gli investitori stanno metabolizzando il piano dazi di Trump che ha imposto tariffe di almeno il 10% a tutti i partner commerciali e tassazioni molto più alte a decine di nazioni che hanno un surplus commerciale con gli Stati Uniti. Tra le aree colpite, l’Unione Europea si è vista applicare dazi del 20%, la Cina del 34%, il Vietnam del 46%, il Giappone del 24%.
Nel frattempo, il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha avvertito che “una minore domanda di esportazioni della zona euro e una crescita inferiore dovuta all’impatto di dazi più elevati o tensioni geopolitiche potrebbero rappresentare una minaccia per l’economia, ridurre la domanda e spingere al ribasso l’inflazione”.
Inoltre, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che “Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi”, precisando che “finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull’acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati”.
Dall’agenda macro, nell’Eurozona, a febbraio, sono emersi prezzi alla produzione rallentati, più delle attese (+0,3%), a +0,2% su base mensile dal +0,7% di gennaio (rivisto da +0,8%). Su base annua, l’indice ha evidenziato un incremento del 3% dopo il +1,7% del mese precedente (rivisto da +1,8%).
Nella stessa area, a marzo, il finale del PMI Servizi si è attestato a 51 punti, sopra le attese e il preliminare (entrambi a 50,4 punti). Il composito è salito a 50,9 punti, superiore al consensus e al preliminare (entrambi a 50,4 punti).
Nello stesso, in Italia, il Pmi Servizi è sceso, oltre le attese (52,6 punti), a 52 punti, dai 53 punti di febbraio. Il Composito si è attestato a 50,5 punti dopo i 51,9 punti del mese precedente.
Sul forex, l’euro/dollaro balza a 1,102 mentre il cambio dollaro/yen crolla a 146,5. Tra le materie prime, il petrolio prosegue in rosso con il Brent (-3,6%) a 72,2 dollari al barile e il Wti (-3,8%) a 69,0 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-bund aumenta a 112 punti con il rendimento sul decennale italiano al 3,77%.
Tornando a Piazza Affari, sale in vetta A2A (+3,4%), seguita da Leonardo (+2,1%), Campari ed Hera (entrambe +1,7%); crolla in coda Tenaris (-5,3%) con il forte calo del greggio, preceduta da Popolare di Sondrio e Cucinelli (entrambe -4,5%).