Le borse europee restano deboli a metà seduta, in controtendenza ai futures di Wall Street.
A Milano, il Ftse Mib cede lo 0,2% a 44.648 punti, sotto la parità come il CAC 40 di Parigi (-0,5%), il Ftse 100 di Londra (-0,5%), l’Ibex35 di Madrid (-0,2%) e il Dax di Francoforte (-0,1%).
Focus sull’agenda macro: a novembre, in Italia, i prezzi della produzione industriale hanno virato a +1% su base mensile e a -0,2% su base annua, rispettivamente dal -0,2% e +0,1% di ottobre.
Sguardo, allo stesso tempo, sulla politica monetaria dopo che la presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha affermato di non vedere la necessità di modificare il costo del denaro, attualmente tra il 3,5% e il 3,75%, almeno fino a primavera 2026.
Parallelamente, rimangono monitorate le questioni geopolitiche mentre persistono i timori per una escalation delle tensioni tra Iran e Israele e tra Stati Uniti e Venezuela.
Sul forex, l’euro/dollaro resta a 1,173 e il cambio dollaro/yen a 157,4. Tra le materie prime, il petrolio prosegue in rialzo con il Brent (+1,5%) a 61,4 dollari e il Wti (+1,6%) a 57,4 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund aumenta a 65 punti base con il rendimento sul decennale italiano al 3,56%.
Tornando a Piazza Affari, resta in vetta Saipem (+3,2%) dopo essersi aggiudicata un contratto EPCI offshore in Qatar, seguita da Tenaris, Popolare di Sondrio e Prysmian (tutte a +0,8%); scivola in fondo Stellantis (-2,5%), preceduta da Telecom Italia (-2,3%) e Campari (-1,8%).

























