Le borse europee migliorano con l’andamento tonico dei futures di Wall Street.
A Milano, il Ftse Mib guadagna lo 0,6% consolidando i 45mila punti (45.227), bene come l’Ibex35 di Madrid (+0,6%), il Ftse 100 di Londra (+0,5%), il Dax di Francoforte (+0,3%) e il CAC 40 di Parigi (+0,3%).
Focus sull’agenda macro: a dicembre, il PMI manifatturiero finale dell’Eurozona si è attestato a 48,8 punti, al di sotto rispetto ai 49,2 del preliminare e del consensus.
Nello stesso periodo, l’omologo dato italiano è stato pari a 47,9 punti, calando, più delle attese (50 punti), dai 50,6 punti di novembre.
Occhi anche sulle questioni commerciali con l’amministrazione Trump che ha deciso di rivedere al ribasso le tariffe sulla pasta italiana e posticipato a gennaio 2027 i nuovi aumenti su mobili da cucina e da bagno.
Sul forex, l’euro/dollaro scende a 1,172 mentre il cambio dollaro/yen resta a 156,9. Tra le materie prime, il petrolio vira in negativo con il Brent (-0,4%) a 60,6 dollari e il Wti (-0,4%) a 57,2 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund aumenta a 68 punti base con il rendimento sul decennale italiano al 3,55%.
Tornando a Piazza Affari, sale in vetta Stm (+4,8%), seguita da Fincantieri (+4,3%) e Leonardo (+3,3%); scivola in fondo Campari (-1,4%), preceduta da Ferrari e Nexi (entrambe -1,1%).

























