Apertura incerta per le principali borse europee.
A Milano, il Ftse Mib guadagna lo 0,1% a 45.591 punti, resistendo come il Dax di Francoforte (+0,3%); più arretrati, l’Ibex35 di Madrid (flat), il CAC 40 di Parigi (-0,1%) e il Ftse 100 di Londra (-0,3%).
Ancora sotto i riflettori la situazione del Venezuela che ha avviato ufficialmente un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio. Gli USA hanno intanto sequestrato una petroliera battente bandiera russa accusata di aver violato sanzioni americane nei confronti di Caracas.
Focus anche sugli appuntamenti di questa settimana che culmineranno domani con il report sul lavoro americano e che dovrebbero fornire nuovi segnali sulle prossime mosse delle banche centrali.
Attesi in giornata il tasso di disoccupazione italiano e dell’Eurozona; sempre nel Vecchio Continente, occhi anche sulla fiducia consumatori e i prezzi alla produzione; nel pomeriggio, in arrivo dagli USA, le richieste di sussidi di disoccupazione.
Sul forex, l’euro/dollaro oscilla a 1,167 mentre il cambio dollaro/yen scende a 156,5. Tra le materie prime, petrolio in leggero rialzo con il Brent (+0,2%) a 60,1 dollari e il Wti (+0,2%) a 56,1 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund riparte da 66 punti base con il rendimento sul decennale italiano al 3,48%.
Tornando a Piazza Affari, guidano in avvio Leonardo (+4%) in scia ancora alle tensioni internazionali, Fincantieri (+2,7%) e Italgas (+2,1%); in fondo, Stellantis (-1,9%), Amplifon (-1,3%), Ferrari e Azimut (entrambe -1%).
























