Le borse europee restano incerte a metà seduta con i futures di Wall Street sottotono.
A Milano, Ftse Mib ancora a -0,1% a 45.678 punti, debole come il Ftse 100 di Londra (flat), l’Ibex35 di Madrid (-0,1%), il Dax di Francoforte (-0,2%) e il CAC 40 di Parigi (-0,6%).
Lo sguardo rimane concentrato sulle banche centrali con il governatore della Banque de France Villeroy che ha affermato, riguardo l’ipotesi di un aumento dei tassi nel 2026 da parte della BCE, che “salvo uno shock improbabile, si tratta di una teoria fantasiosa. Non si cambia una politica monetaria vincente”.
Inoltre, ha espresso solidarietà a Powell, attualmente sotto indagine penale in merito alla ristrutturazione della sede principale della FED a Washington e all’eventualità che il governatore abbia mentito al Congresso riguardo la reale portata del progetto.
Attenzione anche all’agenda macro, in particolare all’inflazione statunitense in uscita oggi pomeriggio.
Ulteriori spunti sono attesi questa settimana con l’avvio della stagione delle trimestrali americane a partire dai conti delle grandi banche come JP Morgan e Bank of America.
Sul forex, l’euro/dollaro resta a 1,166 e il cambio dollaro/yen a 158,9. Tra le materie prime, il petrolio accelera con il Brent (+1,3%) a 64,7 dollari e il Wti (+1,7%) a 60,3 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane a 63 punti base con il rendimento sul decennale italiano al 3,46%.
Tornando a Piazza Affari, sale in vetta Saipem (+2,7%), seguita da Diasorin (+2,1%) e MPS (+1,9%); peggiora e resta in fondo Fincantieri (-3,4%) dopo che Deutsche Bank ne ha tagliato il target price da 26 a 23 euro e dopo gli acquisti di ieri; male anche Buzzi (-3%) e Nexi (-2%).

























