Mercati – L’Europa riduce le perdite dopo Pil Usa meglio delle stime

Intorno alle 15:50, dopo l’avvio incerto di Wall Street, le borse europee scambiano ancora in territorio negativo ad eccezione del Ftse 100 di Londra (+0,4%) agevolato anche dal calo della sterlina. A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,4% in area 21.200 punti mentre il Cac 40 di Parigi, il Dax di Francoforte e l’Ibex 35 di Madrid arretrano rispettivamente dello 0,2%, 0,3% e 0,5 per cento.

Sul fronte macroeconomico c’era attesa quest’oggi per la seconda lettura preliminare del Pil statunitense del primo trimestre, risultato in crescita dell’1,2% rispetto al deludente +0,7% della lettura precedente e al +0,9% atteso. Migliori del previsto anche i dati americani sugli ordini di beni durevoli mentre in mattinata gli indici di fiducia delle imprese manifatturiere e dei consumatori italiani hanno disatteso le stime.

In rimonta il dollaro, con l’EUR/USD sceso a 1,117 dopo un picco intraday a 1,123, mentre l’USD/JPY risale dai minimi di giornata a 111,2. Prosegue intanto la discesa della sterlina (GBP/USD a 1,281), dopo che gli ultimi sondaggi hanno visto calare il consenso del partito conservatore di Theresa May in vista delle elezioni del prossimo 8 giugno.

Resta debole il petrolio con Wti e Brent in area 49 e 51,5 dollari dopo il crollo di ieri sera a seguito del meeting Opec, in cui sono stati confermati i tagli fino a marzo 2018 lasciando però invariato l’ammontare a 1,8 milioni di barili al giorno. A ciò si aggiungono le parole dell’Arabia Saudita, che ha dichiarato di non voler estendere l’accordo oltre il primo trimestre dell’anno prossimo.

A Piazza Affari pesano le vendite sul comparto del credito in attesa di sviluppi sulla questione del salvataggio delle banche venete. In calo soprattutto BPER (-2,4%), INTESA (-2%), MEDIOBANCA (-2%) e UNICREDIT (-1,7%).

L’istituto guidato da Carlo Messina attende in giornata le offerte per il portafoglio da 1,35 miliardi di crediti problematici, che include posizioni garantite da immobili o progetti di sviluppo. L’operazione prevede la creazione di un veicolo finanziario nel quale entreranno i potenziali acquirenti e che poi procederà alla cartolarizzazione del portafoglio e al recupero dei crediti, un processo che dovrebbe giungere a termine verso la fine dell’anno.

Unicredit, invece, ha concluso un accordo con tre partner operativi, Sistemia, Yard e IT Auction per la commercializzazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare rimpossessato da circa 1,5 miliardi, riveniente da contratti di leasing risolti e tornati nella disponibilità di Unicredit Leasing in Italia.

Deboli gli energetici tra cui in particolare ITALGAS (-2%), che risente del downgrade da parte di Goldman Sachs a ‘neutral’ dopo i recenti rialzi, con la rimozione del titolo dalla “buy list” paneuropea. Male anche i petroliferi con ENI (-1,6%), SAIPEM (-1,9%) e TENARIS (-1,1%).

Nel lusso proseguono le vendite su FERRAGAMO (-2,2%). Dopo la conferma da parte del management di un outlook cauto per il 2017, visto come anno di transizione, sono arrivati oggi i tagli di stime e target price da parte dei principali analisti che seguono il titolo.

Acquisti invece su MONCLER (+2,2%), che potrebbe beneficiare della decisione di ieri degli analisti di Citigroup di alzare il target price del titolo da 21,70 a 24,50 euro, confermando il rating ‘buy’. In luce anche LEONARDO (+2,3%), CAMPARI (+2,2%) e MEDIASET (+4,3%).