Mediaset – Possibili manovre sui diritti di voto in vista dell’assemblea

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Scadono oggi i termini per la presentazione in Agcom da parte di Vivendi di un piano che dovrebbe consentire al gruppo di Vincent Bolloré di eliminare l’attuale “posizione dominante” accertata sulla base del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (Tusmar) italiano.

Fonti di stampa riportano inoltre una teoria in base alla quale Fininvest starebbe cercando di aumentare i propri diritti di voto in Mediaset, senza incorrere nella procedura di Opa obbligatoria. Un percorso che passerebbe dal buy back con clausola whitewash, la cui autorizzazione è all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci convocata per il 28 giugno prossimo.

Agli azionisti sarà richiesto il benestare per portare il portafoglio azioni proprie dall’attuale 3,795% al 10% del capitale. Una delibera che non potrà però contare sui voti di Fininvest e Vivendi, ma sarà valida solo se sarà presente almeno il 10% del flottante e di questi almeno la metà approvi il buy back.

In questo modo, Fininvest porterebbe la propria quota al 43,9% dei diritti di voto dal 41,08% (39,8% delle azioni) e contemporaneamente Mediaset avrebbe la possibilità di acquistare almeno in parte le azioni che Vivendi potrebbe dover vendere per la parte eccedente il 10% del capitale, ai fini di rientrare nei limiti imposti da Agcom.

Le azioni per partecipare all’assemblea dovranno essere depositate entro oggi e pertanto si potrà sapere se il flottante presente in assemblea sarà superiore al 10 per cento.

Oggi il titolo Mediaset si muove in territorio positivo, scambiando intorno alle 14:00 a 3,456 euro con un rialzo dello 0,6 per cento, a fronte di un Ftse Mib di poco sopra la parità (+0,1%).