Mediobanca – Utile netto a 751 mln (+24%) nel 2016/17

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Mediobanca archivia l’esercizio 2016/17 con un margine d’intermediazione consolidato di 2,2 miliardi (+7%), il più alto di sempre. Cresce anche il risultato netto di gestione (+16% a 856 milioni), grazie alle minori rettifiche su crediti (-24% a 317 milioni). Performance che si amplifica a livello di utile netto (+24% a 751 milioni).

Nell’esercizio 2016/2017, Mediobanca ha riportato un margine d’intermediazione consolidato di 2,2 miliardi (+7%), il livello più alto storicamente registrato dal Gruppo, grazie all’apporto di tutte le aree di business.

Tale dinamica recepisce la crescita del margine d’interesse a 1,3 miliardi (+7%), grazie allo sviluppo del Consumer Banking (+10% a 818 milioni) e del Wealth Management (+31% a 244 milioni).

In aumento anche le commissioni nette (+16% a 523 milioni) per merito del contributo del Wealth Management (+51% a 203 milioni) e del Corporate e Investment Banking (+10% a 250 milioni).

Gli altri ricavi aumentano a 264 milioni, quasi interamente imputabili ai proventi derivanti dalla partecipazione in Generali.

I costi operativi salgono a 1 miliardo (+15%), scontando il consolidamento delle nuove società acquisite (quali Cairn Capital, le attività retail di Barclays Italia e Banca Esperia). A perimetro omogeneo, l’incremento è di circa il 2 per cento.

Le rettifiche su crediti diminuiscono a 317 miliardi (-24%) dell’18,1%, riflettendo un miglioramento del profilo di rischio del portafoglio totale. Il costo del rischio si porta così da 124 bps a 87 bps. Il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 54,6 per cento.

Il periodo chiude con un utile netto di 751 milioni (+24%) dopo aver contabilizzato proventi straordinari netti per 59 milioni. Un importo al cui interno si saldano la plusvalenza di 110 milioni su Atlantia, 15 milioni di proventi per l’allocazione del badwill dell’acquisizione Barclays Italia e 88 milioni legati a oneri di sistema.

Dal lato patrimoniale, gli impieghi alla clientela salgono a 38,2 miliardi (+10% rispetto a giugno 2016), in relazione all’ingresso dei mutui ipotecari ex Barclays e Banca Esperia (3,4 miliardi) e alla crescita del consumer Banking (+755 milioni) e dello Specialty Finance (+770 milioni). Le sofferenze nette scendono a 157 milioni dai 185 milioni al 30 giugno 2016.

La raccolta da clientela aumenta a 13,3 miliardi (+24% rispetto a fine giugno 2016) grazie all’apporto della rete ex Barclays e Banca Esperia (+4,4% rispetto al 30 giugno 2016).

Il Cet1 è pari al 13,3%, in aumento rispetto al 12,1% del periodo di confronto.