Mercati – Ftse Mib (-0,7%) in coda Vecchio Continente, male le banche

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Borse europee poco mosse e contrastate in attesa di nuovi sviluppi nella vicenda catalana e dopo l’avvio in frazionale ribasso di Wall Street, in concomitanza con le prime trimestrali a stelle e strisce.

Poco dopo le 16:00, in Europa scambiano intorno alla parità il Dax di Francoforte (+0,1%) e il Cac 40 di Parigi (-0,1%). In lieve progresso il Ftse 100 di Londra (+0,3%), mentre arretrano l’Ibex35 di Madrid (-0,3%) e soprattutto il Ftse Mib di Milano (-0,7%), con le banche nuovamente sotto pressione. Oltreoceano JP Morgan e Citigroup hanno aperto le danze della earning season e gli indici scambiano in ribasso dello 0,1-0,2% dopo i record di ieri.

Pochi spunti dall’agenda macro, in cui spiccano i dati sopra le attese sulla produzione industriale dell’Eurozona e quelli statunitensi sui prezzi alla produzione di settembre, anch’essi migliori delle stime.

Sul Forex il cambio euro/dollaro oscilla in area 1,185 e il dollaro/yen si attesta a 112,3, in attesa dei dati Usa sui prezzi al consumo di settembre, in uscita domani. Il biglietto verde ha toccato i minimi di due settimane dopo la pubblicazione delle minute relative all’ultima riunione della Fed, da cui sono emerse preoccupazioni per la debolezza strutturale dell’inflazione. Resta quasi certo l’incremento dei tassi a dicembre ma i ritocchi successivi dipenderanno molto dai prossimi dati sui prezzi. Sempre sul fronte banche centrali è atteso a breve un discorso di Mario Draghi, presidente della Bce, a Washington.

L’oro si sgonfia in area 1.292 dollari l’oncia, mentre il petrolio arretra in attesa delle statistiche settimanali sulle scorte americane, con Wti e Brent rispettivamente a 50,3 e a 56,1 dollari al barile, dopo l’aumento delle riserve di greggio evidenziato dall’Api.

Sull’obbligazionario, si riduce sensibilmente il rendimento del Btp (2,1%) e lo spread con il Bund si contrae in area 165 punti base.

A Piazza Affari i maggiori rialzi riguardano CAMPARI (+3,1%) e ITALGAS (+1,1%), su cui Berenberg ha avviato la copertura con giudizio ‘buy’ e prezzo obiettivo a 5,3 euro.

Deboli i bancari dopo i guadagni di ieri, in particolare UBI (-3,2%), BANCO BPM (-3,2%) e BPER (-3%), così come TELECOM ITALIA (-2,3%). Poco mossa ATLANTIA (-0,2%) mentre la commissaria alla Concorrenza dell’Unione Europea, Margrethe Vestager, ha dichiarato di avere “approvato una fusione tra un operatore autostradale spagnolo e uno italiano”.

Sottotono, infine, AZIMUT (-3,1%) penalizzata dal dato sulla raccolta del mese di settembre e LUXOTTICA (-1,7%), su cui Hsbc ha tagliato il target price da 64 euro a 59 euro. Intanto, Essilor ha annunciato una riorganizzazione societaria funzionale all’operazione di integrazione tra le due realtà.