Niente di inatteso dai mercati dei tassi se non che alla forza relativa del Bund si contrappone la debolezza, altrettanto relativa, dei Paesi periferici.
Lo spread Italia-Germania, come si vede, ne risente in maniera più che visibile sul 10, ma anche sul 5 anni.
Il nervosismo delle Borse si trasmette anche ai titoli corporate, il cui spread si allarga con decisione per la categoria sub-investment.
In tutto ciò, prosegue la fase di debolezza del dollaro che si porta a 1,2350 contro euro e a 107,50 contro yen.