Mercati – Piazza Affari giù con gli eurolistini, focus su G7 e tensioni commerciali

Mattinata in rosso per le borse europee, in linea con la seduta debole dei listini asiatici e con l’andamento negativo dei futures sugli indici americani, nel giorno d’avvio del G7. Un summit che si preannuncia tumultuoso dopo alcune dichiarazioni polemiche di Macron, Trudeau e Trump, a cui si aggiunge l’annuncio del Presidente americano di dover abbandonare il vertice a metà della seconda giornata per volare a Singapore, in previsione dell’incontro con Kim Yong Un di martedì prossimo.

Intorno a mezzogiorno il Ftse Mib di Milano viaggia in coda ai listini europei, in calo dell’1,9% in area 21.350 punti. Sottotono anche il Dax di Francoforte (-1,1%), l’Ibex 35 di Madrid (-1,1%), il Ftse 100 di Londra (-0,9%) e il Cac 40 di Parigi (-0,4%).

L’attenzione è focalizzata principalmente sul vertice di oggi e domani tra le sette maggiori economie mondiali, incentrato sui temi dei dazi, del nucleare iraniano e del clima. Argomenti sui quali l’amministrazione Trump ha assunto una posizione contrastante rispetto agli alleati e che difficilmente si concluderà con un accordo comune a tutti e sette i partecipanti.

A ciò si aggiungono i dati macroeconomici non esaltanti diffusi in mattinata relativi alla produzione industriale tedesca e francese, oltre alla contrazione del Pil giapponese dopo otto trimestri di crescita.

Nel frattempo, sale l’attesa per i meeting di giugno della Federal Reserve e della Banca centrale europea, con l’Istituto centrale americano che dovrebbe attuare il secondo rialzo dei tassi del 2018 mentre l’Eurotower potrebbe avviare le discussioni sulla conclusione del quantitative easing.

Sul Forex l’euro riprende fiato dopo la corsa degli ultimi giorni che l’ha riavvicinato a quota 1,18 dollari e si attesa a 1,177 nei confronti del biglietto verde. Il clima di incertezza agevola lo yen, in rialzo sul dollaro (109,4) e sulla moneta unica (128,7).

Tra le materie prime le quotazioni del petrolio viaggiano in frazionale ribasso con Wti e Brent rispettivamente a 65,7 e 77 dollari al barile, mentre l’oro resta vicino a 1.300 dollari l’oncia.

Nel comparto del reddito fisso il clima di incertezza agevola gli acquisti sul Bund, il cui rendimento sulla scadenza decennale scende a 42 centesimi. In risalita al 3,06%, invece, il tasso sul Btp, con lo spread fra i due governativi in aumento di 9 punti in area 264 punti base.

Tornando a Piazza Affari, le vendite investono la quasi totalità delle big cap e in particolare CNH (-3,7%), BANCA GENERALI (-3,4%), BREMBO (-3,1%) e i bancari UBI (-2,9%) e BANCO BPM (-3,2%).

Limitano i danni TENARIS (-0,8%) e SAIPEM (-0,8%), quest’ultima ancora sulla scia del nuovo contratto E&C Onshore in Tailandia del valore di circa 500 milioni di dollari.