Banche – Avvio in rosso (-1,5%)

Tornano le vendite sul comparto bancario a Piazza Affari. A mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni Il Ftse Italia Banche segna un ribasso dell’1,5%, dopo che il sell-off si era momentaneamente interrotte nelle sedute precedenti

L’andamento risente della nuova risalita dello spread appena sopra 300 pb dopo che ieri si era ristretto in area 290 pb (fonte Mts Markets), sempre in scia ai timori legati ai possibili impatti della manovra varata dal Governo sulla tenuta dei conti pubblici.

Nonostante continuino ad arrivare segnali di preoccupazione da parte degli operatori di mercato, non ultime dalle tre principali agenzie di rating (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch), che hanno avvertito sulle possibili conseguenze negative nel caso l’esecutivo insista nell’andare avanti sulla strada intrapresa (che potrebbe essere un preludio a un declassamento del debito sovrano su cui le prime due si esprimeranno entro fine mese), il Governo guidato da Giuseppe Conte continua a difendere la bontà della manovra e dei target da essa fissati.

A rendere più complicata la situazione il difficile quadro internazionale, in primis per i timori legati alla disputa sul commercio internazionale tra Stati Uniti e Cina, che hanno portato ieri Wall Street e stamane le principali piazze asiatiche a chiudere in pesante rosso, con effetti a catena anche in Europa, Italia inclusa.

Lettera su tutti i titoli del listino principale, con Intesa Sanpaolo (-1,5% a 2,06 euro), UniCredit (-1,3% a 11,99 euro), Banco Bpm (-1,3% a 1,84 euro), Mediobanca (-0,9% a 7,77 euro), Bper (-1,7% a 3,55 euro) e Ubi (-1,5% a 2,99 euro). Identico scenario sul Mid Cap con Credem (-2,2% a 5,23 euro), Creval (-1,5% a 0,0953 euro), Mps (-2,2% a 1,81 euro) e Popolare Sondrio (-1,5% a 2,98 euro). Tra le Small Cap pesante Carige (-8,2% a 0,0045 euro), anche a causa di eventi “company-specific”, calo più contenuto per Banco Desio (-0,8% a 1,94 euro).