UTILITY–IL SETTORE SOVRAPERFORMA. HERA LA MIGLIORE

Ottava positiva per l'indice che raccoglie i titoli delle società utility e delle rinnovabili: il Ftse Italia Servizi Pubblici ha sovraperformato il Ftse Mib del 2,2 per cento. Bene i colossi infrastrutturali Terna (+2,6% su base settimanale) e Snam (+1,3%), che finora è l'unica Big Cap con un YTD positivo. Sostanzialmente stabili le Enel. Crolla invece A2A (-3,9%), che con un -14,1% da inizio anno è il peggior titolo fra tutte le Big, le Mid e gran parte delle Small Cap. Nel segmento delle Mid Cap continua la volata di Hera, che con un +3,4% settimanale e il 5,5% da inizio anno è il miglior titolo dell'intero settore.

Settimana in controtendenza per la Borsa di Milano: il principale listino italiano, il Ftse Mib, ha chiuso in calo dello 0,9% rispetto ai livelli di venerdì 15 gennaio, zavorrata dalle speculazioni sul settore bancario. Positiva, invece, la performance settimanale del settore italiano delle utility e rinnovabili, con il Ftse Italia Servizi Pubblici che ha guadagnato l’1,3 per cento.

22.01.2016 - Weekly monitor

Fra le Big Cap perdura il trend positivo di Snam (+1,3% su base settimanale), l’unica del segmento ad aver ottenuto da inizio anno  un rendimento positivo e pari al 3,5 per cento. Negli ultimi giorni la compagine azionaria di Snam ha visto il quasi totale azzeramento della quota di Eni. Inoltre, il Governo greco ha autorizzato i lavori, che inizieranno a metà 2016, volti alla realizzazione del gasdotto TAP nel territorio ellenico. Ricordiamo che da dicembre Snam ha una quota del 20% nella società che si sta occupando dello sviluppo del TAP e potrebbe anche essere interessata ad acquisire partecipazioni in altre società austriache di rete gas, oltre a quella già detenuta nella società TAG, la principale rete di gasdotti austriaca; nel mirino potrebbe esserci il 49% di Gas Connect, recentemente messo in vendita dall’austriaca OMV.

Denaro su Terna (+2,6%), dopo l’ok dell’Antitrust all’acquisizione, avvenuta lo scorso 9 dicembre per 757 milioni di euro, della rete ad alta e altissima tensione di Ferrovie dello Stato.

Stabile Enel Green Power (+0,1%), che la scorsa settimana ha avviato i lavori per la costruzione di un nuovo impianto eolico da 180 MW in Brasile. L’investimento complessivo sarà di circa 400 milioni di dollari.

Rovinosa franata per A2A, che con un crollo del 3,9% ha sottoperformato di 3 punti percentuali il Ftse Mib e di oltre 5 l’indice settoriale di riferimento. Hanno senz’altro pesato i downgrade da parte di Mediobanca, che ha tagliato il rating a ‘Neutral’ con target price 1,15 euro e quello di Equita SIM, che è scesa a ‘Hold’ con prezzo obiettivo 1,26 euro. Inoltre, Mediobanca ha abbassato del 20% le stime sull’EPS del 2017 di A2A. Con un -14,1% da inizio anno è il peggior titolo fra tutte le Big, le Mid e gran parte delle Small Cap.

Nel segmento delle Mid Cap, continua la corsa di Hera, che con un +3,4% settimanale e il 5,5% da inizio anno è il miglior titolo dell’intero settore. Segnaliamo che l’ultimo prezzo di chiusura (2,584 euro) è valore massimo da giugno 2008.

Nel segmento delle Small Cap spicca il -21,2% di K.R. Energy.