Banche – Settimana complicata (-4%), sprofonda Carige (-54,1%)

Il Ftse Italia Banche chiude l’ottava con un pesante calo del 4% e sotto-performando di quasi due punti percentuali l’omologo europeo (-2,2%), portandosi dietro anche il Ftse Mib (-2%).

L’attenzione degli investitori continua ad essere rivolta alla tenuta dei conti pubblici italiani. A maggiore ragione dopo che nella lettera di risposta alla Commissione Europea, il Governo italiano ha mantenuto invariati i target fissati nell’attuale versione della legge di Bilancio.

Bruxelles ha fatto sapere che comunicherà il suo giudizio sul documento il prossimo 21 novembre, con all’orizzonte possibili procedure d’infrazione per eccesso di deficit o di debito.

Nel 2019 il tasso di crescita del Pil è confermato all’1,5% (1,6% nel 2020), mentre il rapporto deficit/Pil al 2,4% (2,9% le stime della Commissione UE).

Il rapporto debito/Pil viene visto in calo al 129,2% nel 2019 e al 127,3% nel 2020 dal 130,9% di quest’anno. Per garantire la riduzione del debito, l’esecutivo ha inserito proventi attesi pari all’1% del Pil legati a privatizzazioni.

In tale scenario lo spread Btp-Bund si mantiene ben al di sopra dei 300 pb fino a superare i 310 pb (fonte Mts Markets), penalizzando il comparto bancario. Nel frattempo, il Parlamento Europeo ha varato una bozza allo scopo di alleggerire gli accantonamenti delle banche a fronte delle nuove sofferenze.

Le vendite colpiscono tutti i titoli del Ftse Mib, inclusa Bper (-3,8%), con la banca che a causa dell’andamento dello spread ha rinviato la presentazione del nuovo piano industriale. Mediobanca riesce a contenere meglio il rosso (-1%).

Sul Mid Cap male Credem (-5,2%), nonostante abbia ceduto un portafoglio di sofferenze di circa 80 milioni consentendo all’Npl ratio lordo di scendere sotto il 5%, e Popolare Sondrio (-3%). Crolla Creval (-13,1%), con il mercato che al momento non sembra considerare i progressi evidenziati dalla trimestrale.

Continua a soffrire Mps (-8,4%), con l’istituto che resta sotto i riflettori per i possibili impatti sulla solidità patrimoniale legati all’andamento dello spread. L’obiettivo è diminuire la sensitivity ai titoli di Stato italiani a 3 milioni a fine 2018 “per ridurre la volatilità sul capitale che in questo momento è particolarmente esposto alle fluttuazioni dello spread tra Btp e Bund”, ha precisato nei giorni scorsi l’Ad Marco Morelli. Nel frattempo, la banca procede con il de-risking.

Tra le Small Cap in profondo rosso Carige (-54,1%) che quota intorno a 0,002 euro, con il cda che ha varato un piano di rafforzamento patrimoniale da 400 milioni composto da due operazioni collegate: l’emissione di un bond subordinato, che sarà sottoscritto per 320 milioni dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e che sarà emesso tra fine novembre e inizio dicembre, e un aumento di capitale, che servirà a ripagare il bond. L’assemblea per dare il via libera a quest’ultima operazione è stata convocata per il prossimo 22 dicembre. Nel frattempo, dai conti del terzo trimestre sono emerse maggiori rettifiche su crediti, anche a seguito di un’ispezione della Bce. La Consob ha disposto il divieto di vendite allo scoperto a causa delle oscillazioni del titolo.

Prese di beneficio su Banca Finnat (-3,4%), che pure aveva iniziato ottimamente la settimana.