Banche – Pessimo inizio (-2,3%), vendite su Creval (-4,1%) e Carige (-5,6%)

Il Ftse Italia Banche avvia l’ottava con un calo del 2,3% e in linea all’omologo europeo (-2,6%), frenando anche il Ftse Mib (-1,8%).

L’attenzione degli investitori continua ad essere rivolta alla tenuta dei conti pubblici italiani. Il mercato resta in attesa di capire come concretamente Commissione Europea e Governo italiano possano trovare un accordo sulla legge di Bilancio, in modo da evitare l’avvio di una formale procedura d’infrazione contro Roma da parte di Bruxelles.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrerà nuovamente mercoledì il numero uno dell’organo comunitario, Jean Claude Juncker. L’Italia ha tempo fino al prossimo 19 dicembre per cambiare la manovra economica ed evitare l’avvio delle sanzioni.

A peggiorare il quadro le incertezze legate alla questione commerciale internazionale, con gli investitori che sono diventati più scettici sul fatto Stati Uniti e Cina possano arrivare ad un accordo concreto per risolvere la disputa sui dazi, nonché i rallentamenti sul fronte della Brexit.

In tale scenario lo spread Btp-Bund è dapprima riportato in area 290 pb, prima di calare a 285 pb (fonte Mts Markets), penalizzando con i suoi cambi di direzione il comparto bancario.

Vendite su tutti i titoli del Ftse Mib, tra cui Banco Bpm (-1,1%) limita meglio le perdite, nel giorno in cui il cda si è riunito per decidere sulla cessione di un portafoglio di 7,8 miliardi di Npl, per cui è stata accettata l’offerta vincolante formulata dalla cordata formata da Elliott e Credito Fondiario.

Contiene sotto il 2% il rosso Bper (-1,7%), che secondo indiscrezioni di stampa starebbe accelerando per l’acquisto di Unipol Banca e il cui cda si riunirà il prossimo 20 dicembre per fare il punto sul nuovo piano.

Sul Mid in rosso Credem (-1,4%), Popolare Sondrio (-1,9%) e Mps (-2,1%), positiva la settimana scorsa e con l’istituto che resta sotto i riflettori per i possibili impatti sulla solidità patrimoniale legati all’andamento dello spread. Fa peggio Creval (-4,1%).

Tra le Small Cap ancora ko Carige (-5,6%) che quota intorno a 0,002 euro, con la banca che ha emesso il bond subordinato che è stato sottoscritto per 320 milioni dallo Schema Volontario del Fitd e che pagherà una cedola del 13 per cento. Quest’ultima potrebbe salire al 16% se l’assemblea del prossimo 22 dicembre non approvasse l’aumento di capitale da 400 milioni, anche se la prima linea manageriale ha espresso ottimismo sul buon esito del rafforzamento patrimoniale.

Ancora acquisti su Banca Finnat (+1%), che riesce a recuperare il calo accumulato nell’ultimo mese.