Il Ftse Italia Banche chiude con un ribasso del 2,2% e facendo peggio dell’omologo europeo (-1%), frenando anche il Ftse Mib (-0,5%).
Sullo sfondo restano le preoccupazioni per la frenata della crescita mondiale, anche a causa delle persistenze incertezze sulla questione commerciale Usa-Cina, dopo gli scontri degli ultimi giorni.
Per quanto riguarda l’Italia, a farla da padrone sono i dubbi circa la tenuta del Governo, a causa dei contrasti di Lega e Movimento 5 Stelle su varie tematiche, con Matteo Salvini che pretende una manovra economica “coraggiosa”.
In questo contesto, nonostante lo spread sceso in area 200 pb (fonte Mts Markets), sul comparto bancario sono prevalse ancora le vendite, mentre volge al termine la tornata delle trimestrali.
Andamento contrastato per i titoli del Ftse Mib, tra i quali scatta Banco Bpm (+4,7%), dopo che il mercato ha apprezzato la trimestrale sopra le attese messa in luce, mentre rallenta pesantemente UniCredit (-4,9%), dopo un secondo trimestre inferiore al consensus, e l’abbassamento della guidance sui ricavi 2019.
Sul Mid Cap risale Credem (+1,2%), mentre frena ancora Popolare Sondrio (-0,7%); entrambe la banche divulgheranno i risultati oggi. Ok Creval (+0,5%), dopo la diffusione dei conti trimestrali.
Ancora realizzi su Mps (-1,1%), con la banca che prosegue con il de-risking e che ha avviato l’iter per cedere 350 milioni di immobili.
Tra le Small Cap riflettori puntati sempre su Carige anche se sospesa dalle contrattazioni, con il piano di salvataggio, che coinvolge Cassa Centrale Banca, che ha avuto il via libera definitivo del Fitd. Nei prossimi giorni, secondo i rumor di stampa, potrebbe arrivare il via libera della Bce.
Si interrompono le vendite su Banca Finnat (0,0%), la cui semestrale ha messo in luce una significativa crescita.


























