Gismondi (Aim) – Debutto sugli scudi (+6,2%)

Debutto sugli scudi per Gismondi 1754 sul mercato Aim. Intorno alle 11:50 il titolo segna un rialzo del 6,2% a 3,99 euro, mentre il Ftse Italia Aim scambia poco sopra la parità (+0,1%).

L’ammissione è avvenuta a seguito del collocamento di complessive 1.564.800 nuove azioni a 3,2 euro per azione, per oltre 5 milioni.

La società ha raggiunto un volume di ordini di 10,8 milioni, un risultato che supera di 2,2 volte l’obiettivo di raccolta prefissato.

Il flottante della società all’ingresso in Borsa è pari al 38,50% del capitale.

La società è attiva nella produzione di gioielli di altissima gamma, tailor made, con una spiccata attenzione alla fidelizzazione dei clienti attraverso un servizio personalizzato.

Gismondi 1754 vanta ad oggi una presenza internazionale mediante Boutique dirette in Italia e Svizzera (Genova, Milano, Portofino e St. Moritz), Franchising a Praga, Department Store negli USA tramite Neiman Marcus, con 5 porte e Concessionari indipendenti in USA (5), in Italia (1) e in Russia (1).

Nel primo semestre 2019 il gruppo ha registrato, su base pro forma, un valore della produzione a 2,33 milioni, un Ebitda di 0,44 milioni (18,8% su VdP) e un indebitamento finanziario netto di circa 1,84 milioni. Al 30 settembre 2019 l’indebitamento finanziario netto è sceso a 1,38 milioni, al netto di un finanziamento soci infruttifero pari a 0,26 milioni che non potrà essere restituito prima di cinque anni dalla quotazione.

Alla stampa, l’Ad Massimo Gismondi ha spiegato che con i proventi dell’Ipo l’azienda andrà alla conquista di nuovi mercati e si rafforzerà sul mercato americano “in modo marcato, sia attraverso i department store, sia attraverso i gioiellieri concessionari”. La società, ha aggiunto il Ceo, “si focalizzerà anche sull’Europa e sull’Italia. Aprirà inoltre in Medio Oriente e nella penisola arabica”.

I conti del 2020 dovrebbero accelerare proprio grazie al piano di investimenti che l’azienda intende perfezionare. Inizialmente non saranno distribuite cedole, ma in futuro gli azionisti saranno coinvolti negli utili societari.