Mps – Prosegue il rimbalzo (+3,9%) in scia ai rumor di M&A

Prosegue il rimbalzo di Mps a Piazza Affari, con la banca al centro delle attenzioni del mercato in ottica M&A. Intorno alle 10:30 il titolo segna uno scatto del 3,9% (dopo essere arrivata a guadagnare oltre l’8% in aperture) a 1,21 euro, dopo il 3% messo a segno ieri. L’indice di settore cede lo 0,5 per cento.

La banca senese continua ad essere oggetto dei rumor di M&A che vedono in UniCredit il candidato ideale per una potenziale aggregazione.

Secondo alcuni operatori di mercato, l’uscita annunciata del Ceo Jean Pierre Mustier da UniCredit potrebbe rendere più percorribile la strada che porta al “matrimonio” con Mps.

Mustier recentemente aveva ribadito che UniCredit non è interessata ad operazioni di M&A.

Il Tesoro, primo azionista di Mps con il 68,2% del capitale, sembra intenzionato a rispettare gli accordi con le autorità europee che prevedono l’uscita dal capitale entro il 2021.

Il Governo e il Tesoro, secondo quanto riporta la stampa starebbero mettendo a punto alcune mosse per rendere l’istituto toscano appetibile. In primis con una possibile ricapitalizzazione da 2-2,5 miliardi, anche alla luce degli effetti del deal con AMCO e dei nuovi accantonamenti decisi per fare fronte ai potenziali rischi legali, oltre che per il mutato scenario macroeconomico.

Inoltre, il Governo starebbe lavorando a un provvedimento che consente di convertire le DTA in crediti fiscali per incentivare le acquisizioni (nel caso di Mps si tratterebbe di una dote di 3,7 miliardi secondo rumor) e alla possibile introduzione di una garanzia a fronte dei circa 10 miliardi di rischi legali in capo a Mps.

Inoltre, diverse fonti di stampa riportano che la designazione di Pier Carlo Padoan come presidente di UniCredit viene visto come un elemento positivo nell’ottica di un’aggregazione tra le due banche considerando che conosce molto bene la questione legata a Mps considerando il suo ex ruolo di Ministro dell’Economia.

Intanto, secondo quanto riporta MF, nelle scorse settimane Guido Bastianini, Ceo di Mps, avrebbe prospettato al Tesoro un piano su base stand alone che permetta alla banca di camminare con le proprie gambe oltre il 31 dicembre 2021, termine entro cui dovrebbe avvenire l’uscita dal capitale secondo gli accordi presi con le autorità europee.

Tale piano stimerebbe circa 3 mila esuberi invece dei 6/7 mila previsti in caso di aggregazione con un’altra banca, e la chiusura di 40-50 sportelli.

Il giornale aggiunge che, una volta effettuato questo passaggio, si potrebbe cominciare a pensare, che strada prendere e pensare a chi potrebbe essere la banca più adatta nell’ottica di una fusione.