Mercati asiatici – Performance in ribasso, Giappone resiste alle vendite

Seduta negativa per le piazze asiatiche – fatta eccezione per il Giappone – che hanno interrotto una lunga striscia di giornate all’insegna dei rialzi.

Gli operatori continuano a valutare il rischio di una ripresa più lenta dalla pandemia a causa della variante delta. La riapertura più lenta e l’eventuale riduzione del sostegno economico dalla Federal Reserve e della Banca Centrale europea contribuiscono infatti a una cautela sui mercati.

In Cina, preoccupa la situazione del colosso Evergrande dopo che i vari rating di obbligazioni e azioni si sono ulteriormente ridotti. Sempre in Cina, il portavoce del Partito Comunista Cinese ha pubblicato un editoriale cercando di alleviare i timori che la repressione normativa di Xi Jinping possa danneggiare gli investitori stranieri.

In Giappone, le azioni hanno invece messo a segno una performance contraria, sostenute dalla speranza di stimolo economico. L’agenda macro ha visto inoltre la diffusione della rilevazione finale del Prodotto Interno Lordo (Pil) del secondo trimestre 2021, cresciuto dello 0,5% su base trimestrale, lievemente meglio del consensus (+0,4%) e della rilevazione preliminare (+0,3%). Il dato annualizzato destagionalizzato evidenzia un decremento dell’1,9%, anche in questo caso meglio delle attese (+1,6%) e della lettura preliminare (+1,3%).

Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1830 e il dollaro/yen a 110,41. Tra le materie prime, petrolio frazionale rialzo in con il Brent (+0,4%) a 72,00 dollari al barile e il Wti (+0,6%) a 68,75 dollari al barile. Oro a 1.797,35 dollari l’oncia (-0,1%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen cedono entrambe lo 0,2%. Hong Kong a -0,5%.

In Giappone, Nikkei e Topix in rialzo rispettivamente dello 0,5% e dello 0,4%.

Il tutto dopo la seguente chiusura di ieri a Wall Street: Dow Jones a -0,8%, S&P500 a -0,3% e Nasdaq a +0,1%.