Il CdA di ENAV ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2021, periodo caratterizzato da una decisa ripresa del traffico aereo, specialmente nei mesi estivi.
In Italia, il risultato complessivo, rispetto al corrispondente periodo del 2020, per le unità di servizio di rotta, ha mostrato un incremento del 24,1% modificando il trend negativo del primo semestre (-16,6%) grazie al positivo andamento del terzo trimestre 2021 che ha evidenziato una crescita dell’83,1%. La crescita del traffico in Italia è superiore alla media dei principali Paesi europei.
Infatti, in Europa, sempre con riferimento alle unità di servizio, il dato medio del periodo gennaio – settembre 2021 per gli Stati aderenti ad Eurocontrol è stato del +8,3%; in particolare: Germania (-5,2%), Gran Bretagna (-12,9%), Spagna (+17,5%) e Francia (+8,1%).
Il traffico di terminale è cresciuto invece del 14,5%, in termini di unità di servizio, rispetto al corrispondente periodo del 2020.
I ricavi consolidati si attestano a 587,6 milioni, stabili rispetto allo stesso periodo del 2020 per effetto combinato tra l’aumento del 23,8% dei ricavi da attività operativa (a 341,8 milioni) e la riduzione del 24,1% della componente di balance, che incide positivamente per 217,7 milioni.
I ricavi da mercato non regolamentato ammontano a 20,4 milioni, in crescita del 24,6% rispetto ai primi nove mesi del 2020. Tale aumento è da attribuirsi principalmente ai ricavi generati dalla controllata IDS AirNav e sono riferiti in particolare alla vendita di sistemi e piattaforme per la gestione delle informazioni aeronautiche e per la progettazione dello spazio aereo, venduti ai clienti presenti su scala mondiale con una concentrazione nei paesi extraeuropei.
L’Ebitda è pari a 146,8 milioni, in flessione del 16,4% rispetto ai primi nove mesi dell’anno scorso a causa del diverso perimetro regolatorio, con particolare riferimento al target di performance applicabile, che ha determinato una disomogeneità nel calcolo della componente di balance nei due periodi.
L’Ebit e l’utile netto si attestano rispettivamente a 55,6 milioni (-28,2%) e 41,8 milioni (-24,1%), per effetto essenzialmente del già citato differente perimetro regolatorio.
L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2021 è pari a 425,5 milioni, con un effetto negativo di 180,4 milioni rispetto al dato del 31 dicembre 2020. La variazione negativa è dovuta all’effetto della dinamica degli incassi e pagamenti connessi all’operatività ordinaria che ha prodotto un flusso di cassa negativo, per la riduzione degli incassi da core business della Capogruppo pur in presenza di una ripresa delle attività nel periodo estivo che saranno oggetto di incasso negli ultimi mesi dell’anno e comunque a livelli inferiori rispetto al 2019.
Si evidenzia che, al 30 settembre 2021, il Gruppo dispone di linee di credito di breve periodo non utilizzate per complessivi 294 milioni di cui linee committed per 220 milioni e linee uncommitted per 74 milioni.


























