Le borse europee migliorano complessivamente nella seconda metà di seduta con l’andamento in denaro di Wall Street e dopo il job report.
A Milano, il Ftse Mib guadagna lo 0,4% a 40.529 punti, bene come il Ftse 100 di Londra (+0,3%), l’Ibex35 di Madrid (+0,3%) e il Cac 40 di Parigi (+0,1%) mentre resta debole il Dax di Francoforte (-0,2%). Oltreoceano, il Nasdaq sale dell’1,3%, il Dow Jones dell’1,2% e l’S&P 500 dell’1,1%.
Gli investitori guardano con fiducia i dati occupazionali statunitensi diffusi oggi pomeriggio che hanno contribuito ad allontanare i timori di un imminente rallentamento dell’economia a stelle e strisce.
Dati che hanno evidenziato, a maggio, 139mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo (Non Farm Payrolls), in diminuzione, meno delle attese (126mila), dai 147mila di aprile (dato rivisto da 177mila). Il tasso di disoccupazione è risultato stabile, come da consensus, al 4,2%.
I mercati ora valuteranno come tutto ciò potrà condizionare le prossime decisioni della Fed. Attualmente prevale l’aspettativa di due tagli ai tassi negli Usa entro fine anno, con il primo da 25 punti base previsto per settembre.
Spostando l’attenzione sull’Europa, all’indomani del nuovo allentamento da parte della Bce, il membro del comitato esecutivo dell’istituto, Martins Kazaks, ha affermato che l’Eurotower non dovrebbe tagliare i tassi a ogni riunione, mantenendo così un “margine di manovra politico” per ridurli nuovamente in un secondo momento, se necessario.
Nel frattempo, il Pil finale dell’Eurozona ha evidenziato, nel primo trimestre 2025, un +0,6% su base trimestrale, al di sopra del +0,3% delle attese e della seconda lettura preliminare. La variazione su base annua ha mostrato una crescita dell’1,5%, anche in questo caso superiore alla seconda stima preliminare e al consensus, entrambi a +1,2%.
Sul forex, l’euro/dollaro scende a 1,14 mentre il cambio dollaro/yen sale a 144,9. Tra le materie prime, il petrolio vira in positivo con il Brent (+1,3%) a 66,2 dollari al barile e il Wti (+1,6%) a 64,4 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund cala a 94 punti con il rendimento sul decennale italiano al 3,51%.
Tornando a Piazza Affari, resta in vetta Recordati (+2,9%) dopo che JP Morgan ne ha alzato il target price da 65 a 67 euro con rating overweight, seguita da A2A (+1,4%) e Unipol (+1,3%) mentre peggiora e rimane in coda Leonardo (-2,4%) in scia alle parole del ministro della Difesa Crosetto il quale ha chiarito che per adesso l’obiettivo di una spesa militare italiana al 5% del pil è impossibile. Precedono Amplifon (-1,2%) e Stm (-0,7%).

























