Shedir Pharma (Aim) – “Un 2019 soddisfacente che ha posto le basi per la crescita in Italia e all’estero”

Il gruppo ShedirPharma ha archiviato il 2019 con ricavi cresciuti del 7,1% a 50,2 milioni e con un utile netto adjusted di 5,4 milioni.

Antonio Scala, Ceo di ShedirPharma Group

“Un 2019 ricco di cambiamenti a partire dalla quotazione al segmento AIM di Borsa Italiana e di cui siamo soddisfatti in quanto il Gruppo né esce senza dubbio rafforzato e migliorato sotto diversi aspetti”, afferma Antonio Scala, Ceo di ShedirPharma Group, in un’intervista rilasciata a Market Insight.

“Il percorso intrapreso è quello giusto. I risultati raggiunti, sebbene positivi in senso assoluto, ci stimolano a migliorare ma con la consapevolezza dei nostri punti di forza grazie ai quali siamo diventati in soli 11 anni tra le realtà leader nel nostro settore”.

“I risultati in termini di crescita del fatturato ci dicono che il Gruppo cresce due volte rispetto al mercato degli integratori e la divisione farmaceutica nata nel 2017 cresce del 40% anno su anno, superando la soglia dei 50 mln di fatturato consolidato (+7% rispetto all’anno precedente)”.

E prosegue “I risultati in termini di crescita del fatturato sono leggermente al di sotto delle attese sebbene è confermato un aspetto estremamente positivo ossia che tutte le linee di prodotto contribuiscono alla crescita”.

“L’Ebitda (aggiustato rispetto ai costi di quotazione e oneri straordinari e non ricorrenti) si attesta sui 9,5 milioni pari a circa il 20% del fatturato rispetto al nostro standard del 24%. Su tale risultato hanno pesato fattori transitori come l’incremento del costo del venduto della divisione integratori relativo ai nuovi prodotti lanciati nel 2019 ed al risultato della divisione farmaceutica (Euro -0,9 mila rispetto ad Euro 0,4 mila del precedente esercizio).

Nel primo caso, spiega Scala,“il lancio di prodotti brevettati ed innovativi, pur rappresentando un fattore di indubbio vantaggio competitivo, impatta per circa 2 punti sull’Ebitda della divisione che pertanto si attesta al 22% (rispetto al 24% dell’esercizio precedente). A fronte di tale aumento si è provveduto ad una revisione dei prezzi di vendita al pubblico già nei primi mesi del 2020 per ottimizzare il posizionamento competitivo di alcuni prodotti e per migliorarne la profittabilità”.

La divisione farmaceutica, continua l’Ad, “a fronte dei buoni risultati in termini di crescita del fatturato – ha fatto registrare un costo del venduto che passa dal 18% del 2018 al 48% nel 2019. Tale coefficiente risente delle dinamiche del magazzino rispetto ai consumi ed alle svalutazioni per merce non vendibile in una fase di start-up del business che è nato a seguito di acquisizione degli assets farmaceutici e del relativo primo impianto di magazzino. Nel 2020 il costo del venduto tenderà ad attestarsi sul suo valore normale ovvero sul 30/32% del fatturato.

“Risultati quindi influenzati da fattori di carattere non ricorrente”, sottolinea il Ceo.

“Infatti, come già detto la riduzione di marginalità in rapporto al fatturato registrata nel 2019 è da ritenersi transitoria in quanto l’aumento dei costi di approvvigionamento è assorbito, già nel 2020, dalla revisione dei prezzi di vendita e dalla riduzione degli stessi costi a fonte di quantitativi di acquisto crescenti attesa la crescita delle vendite”.

Lo ‘sforzo’ fatto nel 2019, rimarca Scala,“con gli oltre 100 nuovi lanci e con i 19 brevetti ottenuti in un solo anno solare, pongono le basi per la crescita sia in Italia che all’estero essendo la diversificazione per area terapeutica e l’innovazione di prodotto un fattore di successo sia nel settore nutraceutico che in quello farmaceutico oltre che di stabilità del fatturato”.

E non è tutto in quanto, sottolinea l’Ad, “se a tale investimento si associa una rete vendita che garantisce – a costi sostanzialmente variabili – una capillarità di penetrazione commerciale ai massimi livelli di mercato, è probabile avere il giusto mix per crescere mantenendo una marginalità elevata”.

In uno scenario di mercato post Covid-19, spiega il Ceo, “nel quale il settore farmaceutico e nutraceutico ha mostrato già nei primi mesi del 2020 un’ottima tenuta, il Gruppo Shedir guarda al prossimo biennio con fiducia sapendo di poter contare su un modello di business e punti di forza che garantiscono un elevata resilienza, anche  rispetto ai competitor, in situazioni di stress di mercato”.

Il fatturato, specifica Scala,“poggia su una pluralità di prodotti con il Gruppo che ha più di 15 brand leader (ossia tra i primi 15 integratori più venduti nel relativo segmento) in altrettante aree terapeutiche con un eccellente rapporto costo/terapia e pertanto accessibile da una larga fetta della popolazione”.

“Inoltre il Gruppo può contare su un Business model leggero e principalmente a costi ‘variabili’ che, anche in condizioni di mercato non favorevoli e di un calo del fatturato, è adatto a preservare la marginalità”.

Guardando ai prossimi mesi, afferma Scala, “occorre, già oggi, più che mai focalizzarsi sulla pianificazione strategica in quanto le abitudini e le modalità di approccio al mercato si sono già modificate ed alcuni cambiamenti saranno permanenti. Un’operazione che noi stiamo facendo partendo da un punto di osservazione del mercato ‘privilegiato’”.

Da segnalare poi, evidenzia il Ceo, che “La difficoltà del contesto economico favorirà i processi di aggregazione e le possibilità di acquisizione da parte della ShedirPharma Group e, di conseguenza, ci saranno maggiori opportunità di attuare il nostro piano industriale”.

Pertanto, nel 2020, conclude Scala,“si proseguirà con il processo di cerry picking finalizzato a selezionare le migliori opportunità di acquisto prodotti (come già avvenuto nel 2019) e di aziende”.

Strategie e potenzialità di crescita, quelle di ShedirPharma Group, il cui valore potrà riflettersi anche sulla performance del titolo, con gli analisti che indicano un target price medio a circa 8 euro, prezzo che incorpora un rilevante upside potenziale del 147% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura (3,22 euro).