Ilpra – Salgono i ricavi ma flettono margini e utile

La società lombarda chiude il 2019 con ricavi consolidati aumentati del 13% a 32 milioni sostenuti dalle acquisizioni, mentre i margini segnano una sensibile flessione per fattori non ricorrenti verificatisi nell’anno. L’Ebitda diminuisce a 4,5 milioni (-19%), l’Ebit a 2,7 milioni (-36%), mentre l’utile netto di competenza  arretra del 34% a 1,6 milioni. In un complicato inizio 2020 determinato dalla pandemia da Covid-19, Ilpra ha continuato a produrre seppure a ranghi ridotti e in sicurezza, mentre per il prossimo futuro e in un contesto economico ancora difficile, il management non esclude eventuali ripercussioni ad oggi non prevedibili.

Modello di Business

Ilpra opera nel settore del packaging e in particolare nella produzione e vendita di macchinari per il confezionamento di prodotti alimentari, cosmetici e medicali. Rappresenta uno dei principali player nel settore grazie all’ampia gamma di macchine (termosaldatrici per vaschette, riempitrici, termoformatrici) e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

La società ha sviluppato internamente tecnologie e tecniche di confezionamento in grado di soddisfare le esigenze della clientela.

Presente in 4 paesi (Italia, UK, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti) si avvale di una vasta rete di venditori.

Ultimi Avvenimenti

Ilpra ha aperto il 2020 proseguendo lungo il percorso di crescita per linee esterne con l’acquisizione del ramo commerciale di Unimec Srl. L’investimento, seppure esiguo (100 mila euro) ha una forte valenza strategica in quanto, come spiega Maurizio Bertocco, Presidente e Amministratore Delegato: “permette di ampliare il range di potenziali nuovi clienti, sul mercato domestico”.

Oltrefrontiera la controllata Veripack, acquisita poco più di un anno fa, nell’ultimo trimestre 2019 ha siglato una partnership pluriennale con Bombay Sweets & Co., principale produttore di snack del Bangladesh, per la fornitura in esclusiva di macchine termoformatrici per il settore alimentare. Contestualmente è stato sottoscritto un primo contratto del valore di 406 mila euro.

Conto Economico

L’intensa attività di M&A effettuata nella passata gestione ha consentito l’espansione su nuovi mercati e l’acquisizione di nuove tecnologie, elevando nel contempo i ricavi del gruppo a oltre 32 milioni (+13%), dei quali 3,2 milioni derivanti dalle acquisizioni. A tale riguardo si ricorda l’acquisizione dell’80% di Viripack (aprile 2019) che a sua volta ha rilevato il ramo d’azienda di FNC (fine aprile), il 51% di Eltec Srl (maggio), il 70% di IPT Srl (giugno) e il 70% di ILPRA Rus (fine agosto).

In Italia le vendite hanno raggiunto 11,3 milioni (+11,3%) rappresentando il 35% del totale (26% nel 2018), mentre all’estero cifrano in 20,7 milioni (20,9 milioni nel 2018) rappresentando il 65% del totale (74% nel 2018). La sostanziale stabilità dell’export risente in particolare delle problematiche sul mercato britannico connesse all’incertezza sulla Brexit.

Situazione quest’ultima che si è riflessa sulla redditività unitamente ad altri fattori non ricorrenti quali l’implementazione di un nuovo sistema produttivo lean e in parte anche ai costi relativi alla quotazione avvenuta a inizio 2019.

L’Ebitda segna infatti una contrazione del 19% a 4,5 milioni, con una marginalità al 14,1% (19,5% nel 2018), mentre l’Ebit diminuisce a 2,7 milioni (-36%) dopo ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni aumentati a 1,8 milioni (+35%), per effetto principalmente dei maggiori investimenti realizzati nell’anno. Diminuisce pertanto il Ros di oltre sei punti percentuali all’8,5%.

L’esercizio chiude con un utile netto di competenza di 1,6 milioni (2,4 milioni nel 2018) in presenza poi di un tax rate, passato dal 25% al 14%, e oneri finanziari netti pari a 0,28 milioni (0,4 milioni nel 2018).

Stato Patrimoniale

Sul fronte patrimoniale i mezzi propri salgono a 17,3 milioni, dai 10,5 milioni del 2018, grazie all’aumento di capitale effettuato in febbraio 2019 con l’Ipo. I 5,3 milioni di risorse raccolte, al netto delle acquisizioni portate a termine nell’anno, hanno consentito il miglioramento dell’indebitamento finanziario netto a 6,5 milioni dai 9,5 milioni di fine 2018.

Ratio

Il gruppo presenta una struttura patrimoniale equilibrata come evidenziato dell’Indicatore della capacità di rimborso del debito, progressivamente diminuito passando da 1,6x del 2017 a 1,43x del 2019 (1,71x nel 2018).

Analogo andamento ha manifestato il quoziente di indebitamento sceso ben al di sotto dell’unità e pari a 0,37 volte.

Seppure in diminuzione permane di buon livello dell’indicatore di redditività dell’azionista, con un Roe 2019 al 12%.

Outlook

In un complicato inizio 2020 determinato dalla pandemia da Covid-19, Ilpra ha continuato la propria attività, seppure a ranghi ridotti e in sicurezza, in quanto fa parte della filiera alimentare.

Il management, tuttavia, non esclude che il difficile contesto, non solo sanitario ma anche economico, possa “avere ripercussioni, dirette e indirette, sull’attività economica che sta creando un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ad oggi prevedibili”.

Il gruppo intende comunque proseguire lungo il percorso di crescita, sia organica sia per linee esterne, consolidando le acquisizioni effettuate nel 2019. Inoltre, i vertici intendono valutare eventuali ulteriori operazioni di M&A che possano ampliare la catena del valore dei servizi tecnici offerti ai settori industriali di riferimento, in particolare in quello alimentare.

Secondo Integrae SIM (Nomad e Specialist della società) per fine anno i ricavi sono attesi a 35 milioni (+9% sul 2019) per continuare a crescere negli esercizi successivi fino ai 44 milioni stimati a fine periodo previsionale (Cagr 19-22 pari all’11%). In particolare nell’esercizio in corso gli analisti non si aspettano un rallentamento significativo del business per l’emergenza connessa al Covid-19, in quanto Ilpra, appartenendo alla filiera alimentare, non ha subito alcuna limitazione nello svolgimento delle proprie attività.

Per quanto riguarda i margini operativi, le stime indicano un progressivo recupero con Ebitda margin al 14,7% nel 2020 (14,1% nel 2019), in crescita fino ad un valore pari al 18,2% nel 2022.

A fine periodo l’utile netto è atteso a oltre 4 milioni (2,1 milioni nel 2019), con un tasso medio annuo di crescita pari al 24,6%.

Borsa

Dall’avvio delle contrattazioni del 15 febbraio 2019, ad un prezzo di collocamento di 2,1 euro, i corsi azionari hanno mostrato un’andamento volatile toccando il massimo a 2,33 euro il 25 marzo 2019 e il minimo a 1,92 euro lo scorso 23 marzo, in concomitanza della crisi dei mercati connessa alla diffusione del coronavirus. Data dalla quale il titolo ha recuperato terreno riportandosi sopra i 2 euro.

Nelle ultime 52 settimane il titolo ha ceduto il 3,7%%, facendo tuttavia meglio dell’indice Aim Italia, che nello stesso arco temporale ha registrato un arretramento del 21,6%.