Mercati – Wall Street traina l’Europa nonostante empasse sul voto, Milano termina a +2%

Giornata positiva per le borse europee, sostenute dall’andamento tonico di Wall Street malgrado l’esito incerto delle elezioni presidenziali e i dati sotto le attese sull’occupazione.

A Piazza Affari il Ftse Mib archivia gli scambi in rialzo del 2% a 19.358 punti, ben intonato come il Cac 40 di Parigi (+2,4%), il Dax di Francoforte (+1,9%) e il Ftse 100 di Londra (+1,7%) mentre l’Ibex 35 di Madrid termina arretrato a +0,4%.

A New York corre il Nasdaq (+4%), seguito da S&P500 (+2,9%) e Dow Jones (+2,3%) mentre prosegue lo scrutinio. Il candidato democratico Joe Biden è in leggero vantaggio anche se Donald Trump ha superato il rivale in alcuni Stati chiave e sullo sfondo resta l’incognita dei voti postali.

L’attuale inquilino della Casa Bianca ha preannunciato che ricorrerà alla Corte Suprema in caso di esito contestato, ma gli operatori non sembrano scommettere su una lunga battaglia legale. In ogni caso, i risultati provvisori prefigurano un Congresso diviso, allontanando l’ipotesi di un nuovo massiccio pacchetto di stimoli all’economia.

In tale contesto, reso incerto anche dalla pandemia, gli acquisti premiano nuovamente il comparto tecnologico, che mostra le prospettive di crescita più elevate.

Dall’agenda macroeconomica è giunta la stima Adp di ottobre sugli impieghi nel settore privato statunitense, in aumento di sole 365 mila unità rispetto alle 643 mila previste e le 753 mila del mese precedente. In attesa del Job Report ufficiale in uscita venerdì, sono stati diffusi anche gli indici Pmi servizi e composito e l’Ism non manifatturiero di ottobre, che continuano a evidenziare una crescita.

In espansione anche il terziario cinese, con il relativo indicatore in aumento a 56,8 punti, mentre l’indice Pmi composito dell’eurozona segnala una stagnazione (50 punti).

Sul Forex, l’euro/dollaro viaggia poco mosso in area 1,17 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 104,6 in attesa della riunione della Fed di domani.

Tra le materie prime continua la rimonta delle quotazioni del greggio con il Brent (+3%) a 40,9 dollari e il Wti (+2,8%) a 38,7 dollari, dopo il calo a sorpresa delle scorte americane emerso dai dati settimanali dell’Energy Information Administration.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 133 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,69%.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib svettano Nexi (+6,7%), Diasorin (+3,8%) e Intesa (+3,7%), quest’ultima in scia ai conti e alla conferma della dividend policy, mentre le vendite si sono concentrate su Pirelli (-4%) e Buzzi Unicem (-2,6%).