Le borse europee proseguono in denaro a metà seduta in controtendenza all’andamento debole dei futures di Wall Street.
A Milano, il Ftse Mib consolida quota 44mila con un +0,6% a 44.167 punti, bene come il Ftse 100 di Londra (+0,8%), il CAC 40 di Parigi (+0,6%), l’Ibex35 di Madrid (+0,4%); più cauto il Dax di Francoforte (flat).
Gli investitori sono in attesa che la Camera statunitense approvi il pacchetto di spesa con la votazione prevista già per domani 12 novembre così da garantire al più presto una ripresa delle attività governative, ponendo fine allo shutdown record durato 41 giorni.
Per contro, si rinnovano i dubbi che i titoli legati all’intelligenza artificiale abbiano raggiunto valutazioni eccessive dopo che la giapponese SoftBank Group ha venduto l’intera quota in Nvidia.
Inoltre, pesano i rumour secondo cui la Cina, pur favorendo l’approvazione delle esportazioni di terre rare per la maggior parte delle aziende, escluderà quelle che hanno legami con l’esercito statunitense, riportando incertezza sulla tenuta della tregua commerciale.
Dall’agenda macro, l’indice Zew dell’Eurozona di novembre è salito, oltre le attese (23,5 punti), a 25 dai 22,7 punti di ottobre.
Nello stesso mese, l’omologo dato sulla fiducia degli investitori istituzionali tedeschi è calato, contro le attese (41,0 punti), a 38,5 punti dai 39,3 punti registrati a ottobre.
Sul forex, l’euro/dollaro sale a 1,157 e il cambio dollaro/yen a 154,3. Tra le materie prime, il petrolio vira in positivo con il Brent (+0,4%) a 64,3 dollari e il Wti (+0,3%) a 60,3 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund aumenta a 75 punti base con il rendimento sul decennale italiano al 3,42%.
Tornando a Piazza Affari, accelera e resta in vetta MPS (+3%), seguita da Moncler (+2,7%) e Cucinelli (+2,6%); rimane pesante Inwit (-9,1%) con il taglio della guidance 2026-30, preceduta a distanza da Leonardo (-2%) e Telecom Italia (-1,6%).

























