Seduta dall’andamento misto per le principali piazze asiatiche dopo una seduta positiva negli Stati Uniti mentre il focus degli operatori resta concentrato sull’evoluzione della pandemia e sugli ultimi aggiornamenti riguardanti le elezioni in Georgia e la possibile “blue wave” al senato.
Il ballottaggio in Georgia determinerà se i democratici assumeranno il controllo effettivo del Congresso, aumentando la loro capacità di attuare l’agenda del presidente eletto Joe Biden.
Le azioni hanno registrato un modesto progresso in Giappone, mentre l’indice Kospi della Corea del Sud ha superato il livello di 3.000 per la prima volta prima di ridurre i guadagni. Gli indici cinesi si sono mossi intorno al massimo degli ultimi 13 anni, scrollando di dosso le preoccupazioni dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un ordine che vieta le transazioni statunitensi con otto piattaforme di pagamento cinesi digitali, tra cui Alipay di Ant Group Co.
Sul fronte macro, a dicembre il Purchasing Managers Index (Pmi) composito, elaborato da Markit/Caixin, è sceso a 55,8 punti dai 57,5 punti di novembre. In calo anche l’indicatore relativo al settore dei servizi, che a dicembre si è attestato a 56,3 punti dopo i 57,8 punti di novembre. Gli analisti avevano stimato un valore pari a 57,9 punti. Entrambi gli indici si sono confermati tuttavia ben al di sopra della soglia dei 50 punti, che separa l’espansione dalla contrazione.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si fissa a 1,2324, mentre il dollaro/yen si muove in area 102,72. Tra le materie prime, petrolio in aumento con il Brent a 53,94 dollari al barile (+0,6%) e il Wti a 50,07 dollari al barile (+0,3%). Oro in flessione a 1.948 dollari l’oncia.
Tornando ai listini asiatici, Shanghai guadagna lo 0,5% mentre Shenzen cede lo 0,1%. Hong Kong resta fermo sulla parità.
In Giappone il Nikkei cede lo 0,4% mentre il Topix avanza dello 0,3%.
Il tutto dopo le seguenti variazioni a Wall Street: S&P 500 (+0,7%), Nasdaq (+0,9%), Dow Jones (+0,6%).


























