Chiusura positiva per le borse europee, in linea con l’andamento di Wall Street finora. Il Ftse Mib di Milano archivia gli scambi in rialzo dello 0,7% a 25.665 punti, ben intonato come il Cac 40 di Parigi (+0,5%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,5%) e il Dax di Francoforte (+0,3%) mentre il Ftse 100 di Londra termina invariato. Oltreoceano, avanzano Dow Jones (+0,5%), S&P500 (+0,4%) e Nasdaq (+0,6%).
I mercati restano intenti a valutare le indicazioni provenienti dalle trimestrali e il quadro macroeconomico, oltre all’evoluzione dei contagi da coronavirus.
Cresce l’attesa per il job report in uscita domani, dopo i deludenti dati Adp di ieri e le dichiarazioni del Vicepresidente della Fed, Richard Clarida, su un possibile aumento dei tassi di interesse a inizio 2023 e su un eventuale annuncio entro fine anno di una riduzione del programma di acquisti bond mensili. Intanto, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 385 mila unità, sostanzialmente in linea con le attese e in calo rispetto alle 399 mila della rilevazione precedente.
In mattinata è stato diffuso il bollettino economico della Bce, da cui è emerso che l’area euro va verso una forte crescita nel terzo trimestre e che i rischi per le prospettive sono sostanzialmente bilanciati. L’inflazione crescerà ancora nei prossimi mesi e calerà a inizio 2022, mentre i tassi resteranno bassi finché l’inflazione non sarà stabile al 2%. Con la pandemia sono stati bruciati 3,3 milioni di posti di lavoro rispetto al 2019, pertanto restano essenziali le politiche di sostegno.
Sul Forex l’euro/dollaro è sostanzialmente invariato a 1,184 mentre il cambio fra biglietto verde e yen si apprezza a 109,8. Sterlina in rialzo a 1,393 dollari dopo che la Bank of England ha lasciato invariati i tassi con voto unanime, ha confermato il quantitative easing da 895 miliardi di sterline e rivisto al rialzo sopra il 2% il target di inflazione a due anni.
Tra le materie prime tentano un parziale recupero le quotazioni del greggio, reduci da tre giorni consecutivi di ribassi, con il Brent (+1,4%) a 71,3 dollari e il Wti (+1,5%) a 69,1 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 102 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,53%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate si distinguono Ferrari (+3,3%) e Unicredit (+2,5%) mentre arretra Nexi (-1,6%).


























