Mercati – Piazza Affari in vetta all’Europa con le banche

Mattinata positiva per le borse continentali e per i futures di Wall Street, dopo le perdite di inizio settimana. Il Ftse Mib di Milano è in rialzo dell’1,2% in area 25.780 punti, seguito dal Cac 40 di Parigi (+0,8%), il Ftse 100 di Londra (+0,7%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%) e il Dax di Francoforte (+0,5%). In progresso di mezzo punto percentuale il derivato sul Nasdaq dopo il tonfo dell’indice ai minimi da giugno nella giornata di ieri.

Il sell-off delle ultime sedute sembra essersi attenuato e tornano, seppur moderati, gli acquisti sugli asset rischiosi, malgrado il sentiment rimanga improntato alla cautela. Il rallentamento della ripresa economica, i rischi provenienti dalla Cina e le pressioni inflazionistiche alimentate dalla carenza di commodities suggeriscono infatti un atteggiamento prudente, mentre gli operatori si preparano all’avvio del tapering da parte della Federal Reserve.

A tal proposito, il focus è proiettato verso i dati sull’occupazione statunitense in uscita venerdì, che influiranno sulla decisione dell’istituto in merito alle tempistiche con cui iniziare il graduale allentamento degli acquisti di titoli.

Per quanto riguarda l’eurozona, la crescita economica di settembre ha indicato un rallentamento per il secondo mese consecutivo, segnando un ulteriore arretramento dal record in 15 anni di luglio, con la carenza di beni che ha ostacolato sia la produzione manifatturiera sia quella terziaria.

In Cina, invece, continuano a tenere banco le preoccupazioni legate alla crisi di Evergrande e alle possibili conseguenze sul settore immobiliare. Un altro gruppo del real estate, Fantasia Holdings, ha annunciato di aver mancato il pagamento di un bond in scadenza ieri.

Sul Forex, l’euro/dollaro mostra un lieve calo a quota 1,16 mentre il cambio fra biglietto verde e yen risale a 111,2.

Tra le materie prime, le quotazioni del greggio restano sui massimi dal 2014 con il Brent (+0,6%) a 81,7 dollari e il Wti (+0,4%) a 77,9 dollari, all’indomani della decisione dell’Opec+ di confermare l’attuale piano che prevede un aumento della produzione di 400 mila barili al giorno.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,81%.

Tornando a Piazza Affari, si mette in luce il comparto bancario con acquisti su Unicredit (+3,2%), favorita dalla possibile accelerazione sul dossier Mps, Banco Bpm (+3%), Intesa (+2,4%) e Bper (+2,2%) mentre viaggia in controtendenza Azimut (-0,8%).