Partenza in rosso a Wall Street, dopo i dati Adp di settembre sull’occupazione nel settore privato Usa e in un contesto penalizzato dai timori che le spinte inflattive non saranno transitorie, portando a un ritiro più rapido del previsto degli stimoli monetari.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Dow Jones lo 0,5%.
Le ultime settimane hanno visto un aumento della volatilità sui mercati, con l’aumento dei prezzi dell’energia che alimentano i timori sulle pressioni inflazionistiche e su un rallentamento della ripresa globale.
Il tutto mentre la Federal Reserve si prepara a iniziare a ridurre gradualmente i propri stimoli monetari, con gli operatori che attendono la diffusione del Job Report venerdì per avere maggiori indicazioni sulle tempistiche del tapering.
Intanto, secondo i numeri di Automatic Data Processing, lo scorso mese l’economia americana ha creato 568 mila nuovi impieghi nel settore privato, superiori ai 430 mila previsti dal consensus e ai 340 mila di agosto (rivisti al ribasso da 374 mila).
Sul Forex il biglietto verde continua a rafforzarsi nei confronti delle altre valute, accompagnando la risalita dei rendimenti dei Treasuries e viaggiando sui massimi da oltre un anno. Il cambio euro/dollaro scende a 1,154 mentre il dollaro/yen è stabile a 111,4.
Nel comparto obbligazionario, i tassi sul decennale e sul trentennale americani viaggiano sui massimi da fine giugno, rispettivamente all’1,52% e al 2,08%, mentre quello sul biennale si attesta allo 0,29%.
Tra le materie prime, infine, rifiatano le quotazioni del greggio con il Brent (-0,9%) a 81,8 dollari e il Wti (-0,9%) a 78,2 dollari, in attesa dell’uscita questo pomeriggio dei dati settimanali Eia sulle scorte Usa.

























