Le borse europee perdono terreno rispetto alla mattinata e virano tutte in negativo, in linea con l’avvio di Wall Street, in un contesto frenato dalle tensioni geopolitiche e dai timori legati all’inflazione e all’inasprimento della politica monetaria.
Il Ftse Mib di Milano è in calo dello 0,8% in area 26.760 punti, mediamente in linea con il Cac 40 di Parigi (-0,5%), il Dax di Francoforte (-0,7%), l’Ibex 35 di Madrid (-0,8%) e il Ftse 100 di Londra (-1%). Oltreoceano arretrano Dow Jones (-1%), S&P500 (-1%) e Nasdaq (-1,1%).
In primo piano la situazione in Ucraina, dopo le affermazioni di un alto diplomatico statunitense secondo cui Mosca sembrerebbe pronta ad un’invasione dei confini, malgrado il ministero degli Esteri russo abbia smentito un rafforzamento delle truppe paventato da Usa e UK. Le due parti in conflitto nell’Ucraina orientale – le forze governative e i separatisti sostenuti da Mosca – si sono accusate a vicenda di aver infranto le regole del cessate il fuoco.
L’altro tema caldo sui mercati resta la prospettiva di un minor supporto all’economia da parte delle banche centrali, pronte a rimuovere gli stimoli pandemici per contrastare l’inflazione. Dalle minute della Fed è emerso che i funzionari sono in allerta e pronti ad accelerare la stretta monetaria se necessario.
In mattinata è stato diffuso il bollettino economico della Bce, che indica una crescita contenuta nel primo trimestre seguita da una forte ripresa nel corso del 2022. I rischi a breve termine legati alle prospettive di inflazione sono orientati al rialzo e le pressioni sui prezzi sono destinate a durare più lungo del previsto, per poi attenuarsi nel 2023. In definitiva, resta più che mai necessario mantenere un approccio flessibile, tenendo aperte tutte le opzioni.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa, inaspettatamente in aumento a 248 mila unità, mentre le vendite di nuove case sono diminuite per la prima volta in quattro mesi. I numeri sulla bilancia commerciale italiana di dicembre segnalano un export in calo dell’1,1% e importazioni in aumento del 7,5%.
Sul Forex euro/dollaro si attesta 1,136 mentre il cambio fra biglietto verde e yen arretra a 114,9. Tra le materie prime scambiano in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-1,2%) a 93,6 dollari e il Wti (-1,1%) a 92,6 dollari, con focus sul possibile ritorno dell’export iraniano laddove le trattative diplomatiche portino a un accordo sul nucleare.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae a 161 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo all’1,87%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Ferrari (+1,25%), Recordati (+0,9%) e Unipol (+0,8%). In calo invece Nexi (-2,7%), Bper (-2,9%) e Iveco (-2,9%).

























