Il Ftse Italia Banche termina con un rialzo dell’1,3% e in linea all’analogo indice europeo (+1,4%), sostenendo anche il Ftse Mib (+0,7%).
In primo piano restano le tensioni internazionali tra Russia e Occidente sulla questione Ucraina, dopo l’attacco russo nel Paese ordinato dal presidente Vladimir Putin. Condanne unanimi per l’azione del Cremlino sono arrivate dalle potenze occidentali, che hanno varato pesanti sanzioni contro Mosca, con gli Usa e l’UE in testa. Sullo sfondo resta la speranza di trovare una soluzione facendo ricorso alla diplomazia.
Una situazione che accentua le preoccupazioni per la crescita dell’economia globale, già minacciata dall’elevata inflazione e dalla prospettiva di un minor supporto da parte delle banche centrali.
In questo scenario, con lo spread rimasto sotto i 150 pb, il comparto bancario ha tentato un timido rimbalzo dopo le forti vendite delle ultime sedute.
Sul Ftse Mib prova a rimontare UniCredit (+2,1%), che ha rassicurato sulla solidità della propria controllata in Russia, mentre frena ancora Bper (-0,4%), che potrebbe valutare altre opportunità di crescita ma al momento che al momento è concentrata sul deal Carige.
Sul Mid Cap tentano un rimbalzo Mps (+2,6%), in attesa delle prime mosse del neo Ad Luigi Lovaglio e di novità sulle interlocuzioni tra il Tesoro e l’UE per la proroga della presenza pubblica nel capitale, e Popolare di Sondrio (+1,3%), che ha acquistato il 39,5% di Factorit da Banco Bpm (-0,1%).
Sullo Small Cap sottotono Carige (-0,1%), per cui è stata trovata una soluzione con l’ingresso nel gruppo Bper.


























