Modesti guadagni per le borse europee dopo la riunione della Bce, mentre a Wall Street prevalgono le vendite con focus sulle trimestrali e le prossime mosse della Fed.
A Piazza Affari il Ftse Mib archivia le contrattazioni in progresso dello 0,6% a 24.862 punti. Positivi anche l’Ibex 35 di Madrid (+1,2%), il Cac 40 di Parigi (+0,7%), il Dax di Francoforte (+0,6%) e il Ftse 100 di Londra (+0,5%).
Contrastati gli indici americani con il Dow Jones a +0,2%, lo S&P500 a -0,6% e il Nasdaq in calo dell’1,3%. Volatile Twitter dopo la proposta non vincolante da 54,2 dollari del fondatore di Tesla, finalizzata a delistare la società valutata 43 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i risultati corporate, hanno diffuso i conti Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e Wells Fargo.
Tornando in Europa, il Consiglio direttivo della Bce ha ribadito che gli acquisti netti nell’ambito del Programma APP dovrebbero concludersi nel terzo trimestre, mentre il primo rialzo dei tassi avverrà qualche tempo dopo la fine degli acquisti netti. L’inflazione rimarrà elevata nei prossimi mesi, soprattutto a causa del forte incremento dei costi dell’energia.
Le prossime mosse di politica monetaria dipenderanno dunque dai nuovi dati macroeconomici e dall’evolversi della valutazione delle prospettive, che restano incerte a causa della guerra in Ucraina.
Nella conferenza stampa successiva al meeting, Christine Lagarde, presidente dell’Eurotower, ha aggiunto che la crescita rimarrà debole e che i rischi al rialzo per l’inflazione sono aumentati, specialmente nel breve termine.
Le decisioni sulla fine degli acquisti netti sono quindi rimandate a giugno, quando saranno disponibili le proiezioni economiche aggiornate.
Sul Forex l’euro/dollaro cala nuovamente a 1,079 mentre il cambio fra biglietto verde e yen si apprezza in area 126,0.
Tra le materie prime, scambiano in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,9%) a 107,9 dollari e il Wti (-1,0%) a 103,2 dollari, con focus sempre sul conflitto in Ucraina e i lockdown in Cina. Putin, nel frattempo, ha dichiarato l’intenzione di riorientare le esportazioni di petrolio verso l’Asia per sopperire alla diminuzione delle forniture causata dalle sanzioni.
Sull’obbligazionario, tornano sotto pressione i rendimenti dei Treasury, con il T-Bond in area 2,8%, in scia alla prospettiva di una stretta monetaria aggressiva da parte della banca centrale americana. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha definito “ragionevole” accelerare il ritmo dell’inasprimento includendo aumenti dei tassi di 50 punti base, mentre un ritocco di tale entità sembra sempre più probabile a maggio.
Lo spread Btp-Bund si amplia a 165 punti base, con il rendimento del decennale italiano in risalita al 2,49%.
Tornando a Piazza Affari, Atlantia (+4,3%) svetta sul Ftse Mib avvicinandosi al prezzo dell’opa (23 euro) lanciata dai Benetton e dal fondo Blackstone, finalizzata al delisting. In rialzo anche Campari (+2,5%) e Leonardo (+2,1%) mentre arretrano Stm (-1,5%), Iveco (-1,5%) e Telecom Italia (-2,3%).


























