Mercati asiatici – Senza direzione precisa con Giappone e Hong Kong sottotono

Seduta contrastata per le principali piazze finanziare asiatiche in un clima perlopiù appesantito dalle indicazioni hawkish delle banche centrali orientate a frenare l’inflazione.

Nel complesso rimangono i dubbi che politiche più restrittive da parte della Fed indurranno una recessione mentre la banca centrale americana ha avviato l’iter di riduzione del bilancio.

Tra i funzionari dell’istituto, Mary Daly della Fed di San Francisco e il suo collega più hawkish James Bullard di St. Louis sono favorevoli ad aumentare i tassi di 50 punti base questo mese, mentre Thomas Barkin di Richmond ritiene “perfettamente sensato” inasprire la politica monetaria.

La Bank of Canada ha intanto alzato il tasso overnight di mezzo punto percentuale, come previsto, avvertendo che potrebbe agire “con maggiore forza”, se necessario, per contrastare l’inflazione.

Pechino ha invece imposto alle banche statali di istituire una linea di credito da 800 miliardi di yuan (120 miliardi di dollari) per progetti infrastrutturali con l’obiettivo di sostenere l’economia cinese duramente colpita dai lockdown.

Sul forex, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,066 e il dollaro/yen a 130,00. Tra le materie prime, petrolio in ribasso con il Brent (-1,3%) a quota 114,7 dollari e il Wti (-1,5%) a 113,5 dollari al barile. Oro a 1.851 dollari l’oncia (+0,1%).

Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai si muove a +0,1% e Shenzhen a +0,3%. Hong Kong in calo dell’1,8%.

Giappone sottotono con Nikkei a -0,3% e Topix a -0,7%.

Il tutto dopo che ieri a Wall Street S&P500 e Nasdaq hanno ceduto lo 0,7% e il Dow Jones lo 0,5%.