Prevista partenza incerta per le principali borse europee.
Chiusura ieri debole a Wall Street con il Dow Jones a -0,5%, l’S&P500 a -0,3% e il Nasdaq a -0,1%.
Sui mercati asiatici, Hong Kong cede l’1,7%, Tokyo l’1% e Shanghai lo 0,9%.
Resta l’attenzione sulle questioni internazionali con il cessate il fuoco a Gaza e con il governo israeliano che ha approvato il piano per il rilascio di tutti gli ostaggi.
Per contro, sul sentiment pesano i timori che i titoli dell’intelligenza artificiale abbiano raggiunto valutazioni eccessive, dopo l’ottimismo e la corsa delle ultime settimane, oltre che le preoccupazioni per lo shutdown negli USA.
A ciò si aggiunge la notizia che la Cina sta tentando di diminuire la dipendenza delle proprie società tech dai prodotti statunitensi, come i processori di intelligenza artificiale di Nvidia, applicando sempre più intensamente le restrizioni sulle importazioni di semiconduttori.
Sul fronte interno, occhi stamane sulla produzione industriale di agosto e, in serata, sul giudizio di S&P.
Dall’agenda macro, emerge intanto che, a settembre, l’indice dei prezzi alla produzione in Giappone ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile, a fronte del +0,1% delle attese e del -0,2% del mese precedente. Su base annua, è cresciuto del 2,7%, in linea al mese precedente e al di sopra del +2,5% delle previsioni.
A Piazza Affari, resta monitorato il settore bancario con la Commissione Europea che si prepara a intervenire contro la normativa italiana sul golden power.
Tra le utilities, Italgas ha ceduto una serie di asset nel nostro Paese in conformità alle condizioni antitrust per l’acquisizione di 2i Rete Gas.

























