Mercati Usa – Prevista apertura poco mossa dopo meeting Bce

I futures sull’azionario Usa cedono lo 0,1-0,2%, preannunciando una partenza sotto la parità a Wall Street in un contesto in cui persistono le preoccupazioni legate all’inflazione e alle prossime mosse delle banche centrali.

Ieri i principali indici americani hanno chiuso in ribasso, evidenziando le difficoltà nel riuscire a dare continuità ad ogni tentativo di rimbalzo. Lo S&P 500 ha perso l’1,1%, il Dow Jones lo 0,8% e il Nasdaq lo 0,7%.

Il sentiment dei mercati resta fragile tra le preoccupazioni che gli incrementi dei tassi di interesse per contrastare le pressioni sui prezzi frenino la crescita dell’economia e degli utili societari.

A gettare ulteriori ombre ha contribuito l’Ocse, secondo cui l’economia globale pagherà un prezzo considerevole per la guerra in Ucraina in termini di crescita più debole, inflazione più alta e danni potenzialmente a lungo termine nella supply chain.

Come da attese, la Bce ha annunciato l’inizio del processo di normalizzazione della politica monetaria nell’Eurozona, gettando le basi per un ritocco del costo del denaro a luglio dopo undici anni.

Francoforte, infatti, si prepara ad effettuare un primo rialzo dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale il prossimo mese, preannunciando interventi della stessa entità o addirittura superiori se l’inflazione dovesse mantenersi su livelli elevati.

Le nuove previsioni dell’Eurotower indicano un ritmo della crescita dei prezzi nella zona euro più rapido di quando precedentemente stimato, insieme a un recupero più debole dell’economia dalla crisi pandemica.

L’attenzione si sposta ora sul report sui prezzi al consumo negli Stati Uniti in uscita domani, per capire se la Federal Reserve continuerà ad alzare il costo del denaro a un ritmo di 50 punti base.

Sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 229 mila unità, rispetto alle 206 mila previste dal consensus e alle 202 mila della rilevazione precedente.

Per quanto riguarda l’azionario, Tesla guadagna oltre il 2,5% nel premarket, dopo che la produzione di veicoli nel suo impianto in Cina è più che triplicato a maggio rispetto ai livelli di aprile.