Mercati – Europa positiva senza faro Wall Street, Milano a +1% con le banche

Borse europee positive, dopo le perdite della scorsa settimana, mentre Wall Street resta chiusa per festività. Il Ftse Mib di Milano avanza dell’1% in area 22.000 punti, ben intonato come il Dax di Francoforte (+0,6%), il Ftse 100 di Londra (+1,6%) e l’Ibex 35 di Madrid (+1,6%).

Poco mosso il Cac 40 di Parigi (+0,2%), dopo le elezioni legislative in Francia che hanno decretato la perdita della maggioranza assoluta in parlamento per il presidente Emmanuel Macron.

La volatilità resta elevata in un contesto sempre incerto a causa dell’inflazione e del cambio di rotta delle banche centrali. Gli operatori temono che la stretta monetaria in atto possa rallentare l’economia o persino innescare una recessione. Resta da capire se tali timori siano già prezzati nelle valutazioni attuali o se l’azionario possa subire un’ulteriore correzione prima di ripartire.

Gli strategist di JPMorgan ritengono che le pressioni sull’equity siano destinate ad allentarsi nel secondo trimestre con la moderazione dell’inflazione, mentre altri, fra cui Morgan Stanley, si aspettano nuove perdite.

Per quanto riguarda le banche centrali, Martins Kazaks della Bce ha ribadito che l’istituto reagirà ad oscillazioni ingiustificate dei mercati finanziari, ma ha aggiunto che deve essere pronto ad affrontare qualche turbolenza nel percorso di normalizzazione dei tassi.

Con riferimento alla Federal Reserve, il governatore Christopher Waller ha dichiarato che sosterrà un ulteriore rialzo dei tassi di 75 punti base nel meeting di luglio laddove i dati macro dovessero confermare l’attuale scenario. Loretta Mester della Fed di Cleveland ha invece messo in guarda contro il crescente rischio di recessione, aggiungendo che ci vorranno anni prima che l’inflazione si riavvicini al target del 2%.

Nei prossimi giorni, l’attenzione si concentrerà soprattutto sulla testimonianza di Jerome Powell al Congresso statunitense, sul bollettino economico della Bce e sui dati macro, tra cui gli indici Pmi dell’eurozona e le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa.

Sul Forex l’euro/dollaro si attesta a 1,052 e il cambio tra biglietto verde e yen si mantiene in prossimità dei massimi da oltre vent’anni a 135,05.

Tra le materie prime, scambiano poco mosse le quotazioni del greggio con il Brent (-0,3%) a 112,8 dollari e il Wti (-0,1%) a 107,9 dollari, dopo il tonfo di venerdì in scia ai timori che una politica monetaria restrittiva provochi una frenata dell’economia con un conseguente impatto sui consumi di energia.

Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 188 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,59%, nel giorno in cui ha preso il via la tre giorni di collocamento retail della 17-sima edizione del Btp Italia.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib spiccano le banche con acquisti su Unicredit (+4,1%), Banco Bpm (+4,1%), Intesa (+4%) e Finecobank (+3,5%) mentre arretra Saipem (-3,5%) dopo l’exploit di venerdì. In calo anche Nexi (-3,5%) e A2A (-4%) mentre lo stacco del dividendo frena Hera (-5,2%). Staccano la cedola anche Snam, Terna, Poste Italiane, Exor, Leonardo e Stm.