Mercati – Milano la peggiore (-1,5%) dopo dimissioni Draghi, attesa per la Bce

Piazza Affari prosegue in coda alle borse europee dopo le dimissioni del premier Mario Draghi, con lo spread in rialzo e forti vendite in particolare sui titoli finanziari.

Il Ftse Mib cede l’1,5% in area 21.030 punti, arretrato rispetto al Dax di Francoforte (-0,3%), il Ftse 100 di Londra (-0,3%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%) e il Cac 40 di Parigi (+0,3%), aspettando la conclusione del meeting della Bce.

In lieve calo i futures sugli indici americani Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, mentre prosegue la stagione delle trimestrali a stelle e strisce.

Nel Vecchio Continente, i riflettori sono puntati sull’Eurotower, che a breve annuncerà il primo rialzo del costo del denaro dal 2011, ponendo fine all’era dei tassi di interesse negativi. Resta da capire l’entità del ritocco, 25 o 50 punti base. Inoltre, il Consiglio Direttivo potrebbe fornire maggiori dettagli sullo strumento a tutela del debito sovrano dei Paesi più vulnerabili.

Un tema che interessa ancor più da vicino l’Italia dopo la caduta del governo, che ha spinto il rendimento del Btp decennale in rialzo di circa 16 punti base al 3,53% e lo spread con il Bund tedesco a 225 punti base.

Intanto, la ripresa delle forniture di gas dalla Russia ha parzialmente attenuato i timori legati alla crisi energetica in Europa. Tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che i flussi del gasdotto Nord Stream verranno fortemente rallentati qualora non vengano risolte le dispute in corso e i Paesi membri dell’Ue si preparano ad accumulare riserve in vista dell’inverno.

Negli Usa, l’attenzione resta prevalentemente rivolta alle trimestrali, per valutare la tenuta degli utili aziendali in un contesto di elevata inflazione, crescenti costi di finanziamento e con la prospettiva di una possibile recessione economica.

Nel frattempo, il presidente americano Joe Biden ha affermato che si aspetta di parlare con il leader cinese Xi Jinping “entro i prossimi 10 giorni” per ponderare la revoca di alcuni dazi sulle importazioni cinesi da parte di Washington.

Sul Forex l’euro/dollaro rimane poco mosso in area 1,018, mentre il cambio tra biglietto verde e yen risale a 138,7, dopo che la BoJ ha mantenuto la sua politica monetaria accomodante e abbassato le stime di crescita per quest’anno.

Tra le materie prime accelerano al ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-3,9%) a 102,5 dollari e il Wti (-4,2%) a 95,6 dollari.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib arretrano soprattutto Poste Italiane (-6,3%), Unicredit (-6%) e Banco Bpm (-5,5%) mentre viaggiano in controtendenza Diasorin (+2,8%), Amplifon (+1,9%) e Campari (+1,8%).