Il corposo recupero di Wall Street nella seconda parte della seduta agevola la chiusura in positivo per la stragrande maggioranza dei listini continentali, nell’ultima seduta di un’ottava piuttosto contrastata.
Mentre non si è ancora dissipato nella regione l’eco per i deludenti dati macro economici cinesi della bilancia commerciale di settembre, si guarda già al vertice dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) che si svolgerà nel weekend in India.
Il summit sarà più politico che economico e riguarderà le relazioni diplomatiche tra Cina ed India con quest’ultima nazione che intende isolare il Pakistan con il quale recentemente si è verificata una recrudescenza militare nello stato confinante del Kamshir, conteso da tutti e tre i Paesi che ne rivendicano la sovranità.
In mattinata, recuperano sia il Nikkey (+0,5%) che l’Hang Seng (+0,6%), tra le Piazze più penalizzate nei giorni scorsi.
In positivo anche Seul di mezzo punto percentuale, malgrado la Banca Centrale abbia tagliato la previsione di crescita sud-coreana per il 2017 in considerazione del potenziale impatto del “flop”del Galaxy Note 7 di Samsung.
Il gruppo rappresenta infatti circa il 17% del Pil del Paese. La stima di crescita è stata ridotta dal 2,9% al 2,8% per il prossimo anno.
Sostanzialmente invariati Sidney, Giacarta eBombay, mentre perdono circa mezzo punto percentuale gli altri due mercati cinesi di Shanghai e Taipei.
Tra le materie prime, il rame non dà segni di risveglio (+0,1%), rispetto allo scivolone di ieri (-2,3%), una delle peggiori sedute dal post Brexit, mentre riprende a correre il greggio (+0,65%) che sale a $50,8 al barile.
Sul fronte valutario, la debolezza di Wall Street non incide, al contrario sulla forza del dollaro che mantiene le posizioni accumulate in settimana nei confronti delle altre valute forti.