Mercati Usa – Previsto avvio flat all’indomani della Fed

I futures sull’azionario Usa sono poco mossi, all’indomani dell’annuncio del rialzo dei tassi da parte della Fed.

Una decisione ampiamente attesa dal mercato, sorpreso invece dalla previsione di altri tre interventi restrittivi nel 2017 rispetto ai due stimati, che ha provocato un certo nervosismo a Wall Street, portando gli indici americani a realizzare ieri la peggior seduta dall’11 ottobre.

Di contro schizzano al rialzo i rendimenti dei bond governativi, con il T-bond giunto al 2,6%, e si impenna il dollaro. Il cambio EUR/USD perde circa l’1% a 1,043, mentre l’USD/JPY si arrampica fino a sfiorare quota 118.

Giornata ricca di appuntamenti macro, con l’agenda di oggi che ha visto la pubblicazione dell’indice principale dei prezzi al consumo di novembre, risultato al +0,2% in linea alle attese. Le richieste settimanali di disoccupazioni sono scese di 4 mila unità a 254 mila, leggermente inferiori alle 255 mila attese dal consensus.

Diffusi inoltre l’indice di produzione della Fed di Filadelfia di dicembre, balzato a 21,5 punti contro i 9 del consensus e l’indice manifatturiero nel NY Empire Stare, attestatosi a 9 punti contro i 4 attesi dagli economisti. Nel pomeriggio, infine, uscirà il dato preliminare sui direttori agli acquisti del settore manifatturiero di dicembre.

Per quanto riguarda l’azionario, attenzione in particolare a YAHOO, in calo di oltre il 3% nel premarket dopo aver reso noto un nuovo attacco informatico subito nel 2013 che potrebbe aver compromesso i dati di oltre un miliardo di utenti. Un’altra violazione della sicurezza del portale dunque, dopo quella già annunciata in settembre, che potrebbe mettere a rischio la fusione con VERIZON, che in luglio aveva messo sul piatto 4,8 miliardi di dollari.

Tra gli altri titoli si segnalano:

GENERAL ELECTRIC: la società ha comunicato ieri in un incontro con gli analisti l’intenzione di cedere due delle sue divisioni più piccole, puntando a un incasso di circa 4 miliardi di dollari. Il gruppo ha promesso inoltre un ulteriore taglio di costi da 1 miliardo, nel tentativo di spingere i propri margini di profitto.

STONE ENERGY: il titolo affonda di circa il 26% nel premarket dopo che la società ha comunicato di aver richiesto la protezione dai creditori secondo la procedura del chapter 11.

ELI LILLY: il gruppo farmaceutico avanza di circa il 4% negli scambi del preborsa dopo aver fornito l’aggiornamento dei risultati 2016 e un outlook per il 2017 migliore delle attese.