Borse europee poco sotto la parità, mentre i futures di Wall Street viaggiano contrastati, in un clima improntato alla cautela. A Piazza Affari il Ftse Mib è in frazionale ribasso (-0,1%) in area 19.700 punti. In lieve calo anche il Dax di Francoforte (-0,2%), il Cac 40 di Parigi (-0,3%), il Ftse 100 di Londra (-0,3%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,05%). Deboli i derivati su Dow Jones e S&P500 mentre si preannuncia un avvio positivo per il Nasdaq.
L’interruzione dei test su un vaccino contro il Covid da parte di Johnson & Johnson, causata da una malattia di un volontario, ha contribuito ad appesantire i mercati alimentando l’idea che la strada per uscire dall’emergenza sanitaria sia ancora lunga.
Il tutto in un momento in cui la pandemia sta accelerando nuovamente, mentre diventa sempre più improbabile l’approvazione di un pacchetto di stimoli negli Usa prima delle elezioni presidenziali di novembre.
Nel frattempo, prende il via una nuova stagione di trimestrali con i risultati di JP Morgan, Citigroup e BlackRock in programma oggi e quelli di Wells Fargo, Bank of America e Goldman Sachs attesi per domani.
In Europa focus sull’agenda macroeconomica, con il crollo dell’indice ZEW di ottobre sulla fiducia degli investitori istituzionali tedeschi (56,1 punti contro 72 del consensus e 77,4 di settembre). Il sottoindice relativo alla situazione corrente si è attestato invece a -59,5 punti dai -66,2 punti del mese precedente.
Sul Forex l’euro/dollaro resta in area 1,179 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 105,4.
Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+1,6%) a 42,4 dollari e il Wti (+1,7%) a 40,1 dollari. Negli Usa si sta ripristinando l’attività nel Golfo del Messico dopo il passaggio dell’uragano Delta e in Libia è stato revocato lo stato di forza maggiore nel maggiore giacimento del paese.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund è stabile in area 121 punti base, con il rendimento del decennale italiano sempre sui minimi allo 0,66%.
Tornando a Piazza Affari, fra le big cap gli acquisti premiano soprattutto Telecom Italia (+1,8%) e Cnh (+1,5%) mentre arretrano le banche e in particolare Banco Bpm (-2,2%) e Bper (-3,5%).

























