Nel primo semestre 2024 illimity ha riportato un margine di interesse a 78,5 milioni, in calo del 20% a/a per effetto sia dell’aumento del costo del funding che per il calo operato negli investimenti in portafogli di NPE, in seguito al riposizionamento strategico del business della divisione Specialised Credit.
A tale dinamica contribuiscono gli interessi attivi per 213,7 milioni, in aumento del 18% a/a pur scontando l’effetto del citato riposizionamento, beneficiando della crescita dei crediti verso clientela, aumento dei tassi di interesse e maggior contributo derivante dal portafoglio di proprietà.
Gli interessi passivi risultano in aumento del 63% a/a, prevalentemente per effetto dell’aumento sia dello stock di raccolta retail e istituzionale che del costo del funding conseguente all’incremento dei tassi di mercato.
Nel secondo trimestre il margine di interesse risulta in calo del 2% t/t ed è atteso in progressiva stabilizzazione entro fine anno beneficiando di un costo della raccolta stabile e dell’aumento dei volumi di business origination.
Le commissioni nette si attestano a 46,3 milioni in rialzo del 44% a/a, trascinate sia dall’incremento dei volumi nel settore dei prestiti alle PMI che dai mandati di terze parti nel business del servicing. Nel secondo trimestre il dato aumenta del 56% t/t beneficiando del forte aumento della business origination (+95% t/t) e dal crescente contributo derivante dall’attività di servicing per conto terzi.
Il risultato netto dell’attività di negoziazione e attività al Fair Value è pari a 19,9 milioni rispetto alla perdita di 1 milione registrata nel primo semestre 2023, grazie in particolare al maggior contributo derivante dall’attività di negoziazione sui titoli e attività al fair value. Nel trimestre il dato è in aumento del 41% t/t prevalentemente per il maggior contributo da attività al fair value tra cui quote di OICR.
Gli altri proventi di gestione sono pari a 4,8 milioni rispetto a 56,3 milioni registrati nel
primo semestre 2023 che recepivano il ricavo di 54 milioni derivante dalla partnership sulla piattaforma IT. Nel trimestre il dato è pari a 2,3 milioni rispetto ai 2,6 milioni del trimestre precedente.
I proventi da posizioni distressed credit chiuse sono pari a 8,2 milioni in calo rispetto ai
18,9 milioni registrati nel primo semestre 2023, prevalentemente in seguito alla diminuzione del contributo degli investimenti diretti in NPE parzialmente compensato dalla positiva chiusura di posizioni del business Turnaround e della divisione Specialised Credit. Analoga dinamica si registra sul dato trimestrale.
Per effetto delle dinamiche sopra esposte, il margine di intermediazione è pari a 157,8 milioni in rialzo del 5% a/a, escludendo il citato ricavo straordinario dalla piattaforma IT nel secondo trimestre 2023. Nel trimestre il dato è pari a 83,4 milioni , in aumento del 12% t/t.
I costi operativi del primo semestre 2024 si attestano a 103,6 milioni, in calo del 2% a/a. In particolare, l’aggregato formato dalle Spese del personale e Altre spese amministrative, risulta in diminuzione del 4% a/a, in seguito a misure di razionalizzazione della base costi. Gli ammortamenti sono pari a 12,4 milioni in aumento del 18% a/a per effetto degli investimenti IT effettuati. Nel trimestre i costi operativi crescono del 4% principalmente per un effetto stagionale.
Nel corso dei prossimi trimestri si prevede un trend in calo a fronte dei risparmi attesi sull’attività di servicing, in seguito alle operazioni finalizzate nel semestre nell’ambito della strategia di diminuzione degli investimenti diretti in portafogli NPE.
Il risultato di gestione si assesta pertanto nel trimestre a 54,2 milioni in aumento del
22% a/a, escludendo il citato ricavo straordinario della piattaforma IT contabilizzato lo scorso anno. Il dato trimestrale chiude in rialzo del 29% t/t.
Le rettifiche di valore nette su crediti organici del semestre sono pari a 16,8 milioni (6
milioni nel primo semestre 2023), e recepiscono rettifiche relative sia al rafforzamento della copertura di alcune posizioni in fase di ristrutturazione che alla cessione di alcuni crediti deteriorati.
Il costo del credito annualizzato si attesta pertanto a 83bps ed è atteso normalizzarsi su livelli inferiori nella seconda parte dell’anno.
La voce rivalutazioni/svalutazioni nette su crediti distressed è negativa per 1,3 milioni rispetto ai 3,6 milioni nel primo semestre 2023.
La voce altri proventi su partecipazioni, che include il consolidamento pro-quota di HYPE, chiude un risultato positivo per 0,8 milioni rispetto alla perdita di 2,4 milioni del primo semestre 2023. Si ricorda che il risultato di HYPE viene contabilizzato con il metodo del patrimonio netto.
La voce contributi ed altri oneri non ricorrenti è pari 7,3 milioni, rispetto agli 6,2 milioni
del primo semestre 2023 e include il Contributo al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) pari a 6,8 milioni contabilizzato nel secondo trimestre 2024 (nel 2023 tale onere era stato rilevato nel secondo semestre).
L’utile netto del primo semestre 2024 si attesta pertanto a 23 milioni, registrando un incremento del 43% a/a, rispetto al primo semestre 2023 escludendo il ricavo straordinario della piattaforma IT pari a 54 milioni (36,1 milioni al netto delle tasse) contabilizzati nella voce “Altri oneri/proventi di gestione”. L’utile del secondo trimestre si attesta a 12,2 milioni in crescita del 13% t/t.
Dal lato patrimoniale, al 30 giugno 2024, gli attivi della Banca sono pari a 8,1 miliardi in aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 7% su base trimestrale. All’interno di questo aggregato, i crediti netti verso la clientela e investimenti superano i 4,6 miliardi di euro, con un mix sempre più focalizzato sul credito alle PMI, a fronte della citata strategia che ha ridotto gradualmente l’esposizione diretta in portafogli NPE (-83% a/a).
Con riferimento alla qualità del credito, le posizioni deteriorate organiche lorde sul business
originato da illimity dall’inizio della sua attività ammontano a circa 180 milioni. Escludendo le posizioni assistite da garanzia pubblica o assicurate, il rapporto tra crediti dubbi lordi organici e crediti lordi organici totali, risulta in forte calo allo 0,6% (1,7% nel primo trimestre 2024), composto circa il 90% da esposizioni UTP in fase attiva di ristrutturazione. Il ratio lordo includendo anche le posizioni garantite si attesta al 4,5%5 in calo rispetto al 4,8% di fine marzo 2024.
Il portafoglio titoli di illimity raggiunge circa 1,7 miliardi, in aumento del 14% t/t e 93%
a/a.
La raccolta istituzionale è pari a 2,6 miliardi in crescita del 34% a/a, a seguito anche della terza emissione obbligazionaria senior preferred effettuata nel secondo trimestre 2024, per un ammontare complessivo pari a 300 milioni. La raccolta proveniente dalla clientela corporate è pari a 530 milioni (476 miliardi al 31 marzo 2024).
Il CET1 Ratio phased-in di illimity a giugno 2024 si attesta al 14,6% (14,6% Fully loaded).
Il Total Capital Ratio phased-in, che comprende nel patrimonio di vigilanza complessivo anche il prestito obbligazionario subordinato Tier 2 di 206 milioni, è pari al a 18,6% (18,5% Fully Loaded).
Il Liquidity Coverage Ratio (LCR) a fine giugno 2024 si fissa a circa 232%, confermando un
importante buffer di liquidità. Il Net Stable Funding Ratio (NSFR) è pari al 117% anch’esso
significativamente al di sopra dei valori minimi regolamentari.
Riguardo l’evoluzione attesa della gestione, “I volumi di impieghi alle PMI sono attesi in crescita beneficiando di una business origination prevista in aumento su tutte divisioni di business a fronte di una robusta pipeline, con un mix sempre più focalizzato sul credito corporate specializzato performing e re-performing, in particolare: Structured Finance, Turnaround, Factoring e Asset-Based Financing”.
“Sul fronte dei trend operativi, si prevede un secondo semestre dell’anno caratterizzato da un
margine di interesse atteso in graduale stabilizzazione, con costi operativi che beneficeranno della nuova strategia sui portafogli di crediti distressed e pertanto in calo rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente”.
“La redditività futura potrà, inoltre, beneficiare della potenziale valorizzazione degli asset del
Gruppo. La qualità del credito continuerà ad essere caratterizzata da un’elevata presenza di crediti verso clientela assistiti da garanzie pubbliche, tenuto conto che buona parte delle nuove erogazioni della Divisione Corporate Banking e che tutti gli impieghi di b-ilty saranno veicolati in tale direzione, con costo del credito atteso attestarsi su valori più contenuti”.

























