Estrima – Aumentano le vendite ma le perdite raddoppiano e il vertice rivede i piani

Estrima chiude il primo semestre 2023 con un aumento dei volumi di vendita e una crescita del valore della produzione a 23,8 milioni (+19,5%), ma la gestione operativa e il risultato finale rimangono in rosso: l’Ebitda è negativo per 570 mila euro a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e dei servizi e la perdita netta è più che raddoppiata a 2,6 milioni.  Risultati di fronte ai quali il vertice rivede il piano industriale e il Presidente, Matteo Maestri, dichiara: “Continueremo a lavorare sulla riduzione dei costi per recuperare redditività e siamo pronti per cogliere tutte le opportunità che il mercato saprà offrire in quanto i consumatori, in particolare quelli delle città più grandi, sono sempre più attenti alla qualità dei propri spostamenti.”

Modello di business

Nata nel 2008, Estrima svolge attività di R&S, progettazione, produzione e commercializzazione di veicoli elettrici con il marchio Birò ed è uno dei primi operatori in questo campo.

Ideata da Matteo Maestri, Estrima nasce dallo spin-off di Brieda&C, di proprietà della famiglia Maestri, e attiva da oltre 50 anni nella produzione di cabine di sicurezza per veicoli agricoli e industriali.

Nel 2021 Estrima acquisisce l’intero capitale sociale di Brieda&C e di Sharbie nonché, indirettamente, di UPooling, diventando così un gruppo articolato in grado di perseguire una strategia di ampliamento del business nel mondo della Mobility as a Service e, in particolare, del noleggio e dello sharing di veicoli, creando così nuove opportunità di mercato per i veicoli a marchio Birò.

Il gruppo ricomprende anche Birò France, società di diritto francese costituita nel luglio 2021 e partecipata al 66,7% da Estrima, che svolge attività di distribuzione nel territorio francese dei veicoli a marchio Birò, e Birò Deutschland, società di diritto tedesco costituita a fine 2022, partecipata al 70% da Estrima, che distribuisce Birò in Germania.

Ultimi Avvenimenti

Ad ottobre, Estrima ha siglato un accordo strategico con Compass Rent, società specializzata nel servizio di noleggio a lungo termine di Compass Banca. Questa collaborazione offre ai clienti Birò la possibilità di accedere a forme avanzate di noleggio a completamento di scelte sempre più consapevoli ed eco-responsabili. L’accordo, operativo in tutta Italia e in particolare a Roma e a Milano dove Birò è storicamente presente, è rivolto al mercato retail e business e permetterà di godere dei vantaggi della mobilità, senza la necessità di acquisto.

A fine settembre, contestualmente all’approvazione della relazione semestrale 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo piano industriale, la cui revisione si era resa necessaria dopo un’attenta analisi della situazione commerciale, produttiva, organizzativa e finanziaria della società e del Gruppo, anche alla luce di fattori esogeni e macroeconomici a livello internazionale che hanno condizionato l’andamento del business.

Il piano punta a conseguire il pareggio operativo nel 2024 e l’utile netto dal 2025, garantendo il rispetto di tutti gli impegni contrattuali nel prossimo futuro e puntando a superare 80 milioni di ricavi nel 2028, con Ebitda margin pari a circa l’11% e utile netto superiore a 5 milioni.

Conto Economico

Grazie ai maggiori volumi di vendita, il valore della produzione nel primo semestre 2023 ammonta a 23,8 milioni, registrando un incremento su base annua del 19,5%. I ricavi da vendite e prestazioni, pari a 22,7 milioni, crescono del 24,4%.

Le incertezze del contesto macroeconomico globale hanno pesato sulla marginalità, ma il Gruppo ha adottato varie misure per portare avanti gli investimenti strategici coerenti con gli obiettivi indicati in fase di IPO e per recuperare efficienza produttiva.

L’Ebitda rimane negativo per 570 mila euro (-516 mila euro nel primo semestre 2022), prevalentemente per l’aumento del costo delle materie prime e dei servizi.

Anche l’Ebit, dopo ammortamenti in crescita da 880 mila euro a 1,5 milioni, è negativo per 1,6 milioni. L’incremento degli ammortamenti è dovuto ai maggiori investimenti, destinati allo sviluppo di veicoli e servizi.

Dopo oneri finanziari quasi duplicati rispetto al semestre a confronto (da 208 mila euro a 405 mila euro) e sgravi fiscali per 164 mila euro, il semestre chiude con una perdita di 2,6 milioni, più che raddoppiata rispetto al 30 giugno 2022. 

Stato Patrimoniale

Il patrimonio netto risente della perdita del periodo e si attesta a 16,6 milioni verso i 19,1 milioni a fine dicembre 2022.

L’Indebitamento Finanziario Netto cresce da 3 milioni a 6,1 milioni, in relazione anche all’incremento del capitale circolante e agli investimenti pari a circa 1,1 milioni.

Ratio

Gli indicatori di bilancio riflettono la recente nascita del business che ha necessitato di importanti investimenti non ancora a reddito. Il rapporto PFN/Equity pari a 0,37x conferma tuttavia la solidità patrimoniale del gruppo.

Outlook

Per la divisione Birò, i vertici della società intendono potenziare l’attività attraverso canali di vendita alternativi e integrativi rispetto agli attuali, sia nei mercati europei, in cui non sono ancora presenti branch del gruppo, sia nel più redditizio mercato italiano. Anche di concerto con i fornitori, la società sta inoltre attuando iniziative per ridurre i costi di produzione. Tra queste spicca il progetto per lo sviluppo della prossima generazione di Birò, (progetto SULEB), che ha beneficiato di un contributo a fondo perduto di oltre 2 milioni. Il progetto mira a costruire, nel triennio 2024-2026, un veicolo ancora più innovativo, ecologico e performante.

Per la seconda parte dell’anno, il management si attende un miglioramento dei margini, grazie ad una maggiore attività in Italia, mercato caratterizzato da maggiore redditività. Si sta inoltre attuando una politica di riduzione dei costi, con interventi organizzativi volti a recuperare efficienza economica e ad accrescere ulteriormente l’efficacia dell’azione commerciale.

Equita Sim, Euronext Growth Advisor, nello studio del 9 ottobre, rivede al ribasso le proprie stime a causa dell’andamento del business mobilità, meno performante rispetto alle aspettative. Lo sviluppo commerciale e l’ingresso in nuovi mercati non hanno dato i risultati aspettati e, inoltre, il budget relativo a costi e gli investimenti è stato rivisto per non appesantire la struttura finanziaria.

Gli analisti prevedono così che nel triennio 2023-2026 i nuovi mercati di sbocco del business della mobilità siano 9 anziché 13, come previsto in precedenza, e che il numero di veicoli venduti in ciascun mercato sia circa di 200 unità (300 unità previste in precedenza). Viene invece aumentata, dal 12% al 30% del totale ricavi, la percentuale di veicoli venduti in Italia.

Gli analisti stimano che i ricavi cresceranno fino a 59,9 milioni a fine 2026 (Cagr 2022-2026: 11%) e che l’Ebitda ammonti a 4 milioni. Le precedenti stime prospettavano per lo stesso periodo ricavi a 114,8 milioni e un Ebitda di 15,3 milioni.
Sulla base delle nuove assunzioni, il risultato netto sarà positivo solo a fine 2026 e pari a 0,4 milioni.

L’indebitamento finanziario netto andrà ad aumentare fino a 9,6 milioni a fine periodo previsionale.

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